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Nuove misure sul lavoro inserite nella manovra economica del Governo

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Con l'approvazione di un Decreto Legge del 25 giugno 2008 sono entrate in vigore alcune delle nuove norme in materia di lavoro presentate dal neo Ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ed inserite nella manovra economica approvata dal Consiglio dei Ministri del 18 giugno scorso. Alcuni provvedimenti del nuovo Ministro annullano misure di recente approvazione da parte dello scorso Governo, come nel caso della norma sulle dimissioni volontarie (IT0806019I).

Il neo Ministro del Lavoro di centro-destra, Maurizio Sacconi, ha scelto la strada del decreto legge per far approvare le prime misure in materia di lavoro della nuova legislatura. Le disposizioni in materia di lavoro, presentate come norme che dovrebbero 'semplificare' il mercato del lavoro italiano, sono state, infatti, inserite nella manovra economica estiva del Governo ed approvate con carattere d'urgenza. Alcune di queste norme segnano un tratto di discontinuità del nuovo Governo rispetto al precedente, infatti, come nel caso del lavoro a termine, del lavoro a chiamata, e della norma sulle dimissioni volontarie, intervengono su disposizioni recentemente adottate dall'ex Ministro del Lavoro di centro-sinistra, Cesare Damiano.

Le norme sul lavoro nella manovra economica

Le novità più importanti introdotte dal nuovo Governo riguardano i seguenti temi:

  • Viene reintrodotta la possibilità da parte delle imprese di utilizzare il lavoro intermittente (o lavoro a chiamata o job on call) abolito dallo scorso Governo a seguito dell'accordo raggiunto il 23 luglio 2007 tra Governo e parti sociali conosciuto come 'Protocollo sul Welfare' (IT0710029I, IT0712029I);
  • Viene modificata la disciplina del lavoro a tempo determinato. In particolare il decreto del Governo prevede la possibilità di superare il vincolo dei 36 mesi per stabilizzare i rapporti di lavoro introdotto dal 'Protocollo sul Welfare'. Il decreto demanda alla contrattazione collettiva la possibilità di stabilire che i rinnovi dei contratti a termine superino i 36 mesi;
  • Il decreto stabilisce, inoltre, la piena cumulabilità tra pensione e redditi da lavoro autonomo o dipendente, vietata fino a questo momento e da tempo richiesta dalle organizzazioni sindacali;
  • Il decreto stabilisce, ancora, l'abolizione della procedura telematica per le dimissioni volontarie dei lavoratori. Tale procedura, recentemente introdotta ad opera dello scorso Governo, stabiliva che le dimissioni volontarie venissero effettuate su un modulo apposito del Ministero del Lavoro, contrassegnato da un codice alfanumerico che lo rendesse unico e non falsificabile, al fine di evitare la pratica delle 'dimissioni in bianco', ovvero licenziamenti illegittimi mascherati da dimissioni volontarie (IT0806019I).
  • Altri articoli del decreto introducono, poi, modifiche alla disciplina del lavoro occasionale di tipo accessorio; modifiche alla disciplina del contratto di apprendistato professionalizzante e qualificante; modifiche all'apparato sanzionatorio del TestoUnico sulla sicurezza sul lavoro(IT0801039I); modifiche alla disciplina in materia di orario di lavoro; abolizione del libro matricola e del libro paga, sostituiti dal libro unico del lavoro.

Le reazioni delle parti sociali

Le reazioni di parte sindacale alle misure del Ministro Sacconi sono state molto dure, soprattutto in merito a quelle norme che intervengono sull'accordo faticosamente raggiunto nel luglio 2007 tra Governo di centro sinistra e parti sociali. In un'intervista rilasciata il 7 luglio al quotidiano l'Unità, il segretario generale della Cgil (Confederazione Generale Italiana del Lavoro), Guglielmo Epifani, boccia gli interventi contenuti nel decreto del Governo definendoli 'interventi che mettono in discussione l'autonomia delle parti sociali, tagliando diritti e tutele'. Un giudizio 'sostanzialmente positivo' sull'intera manovra economica è stato invece espresso da Emma Marcegaglia, nuova leader della Confindustria ( IT0804029I), organizzazione che si è mostrata abbastanza in sintonia con le prime misure adottate dal nuovo Governo.

Commentary

Oltre la distanza di opinioni tra sindacati e associazioni datoriali circa le misure adottate dal nuovo Governo, che rientra nella normale dialettica tra le parti, va segnalata la decisione del neo Ministro del Lavoro Sacconi di intervenire unilateralmente su alcuni aspetti importanti dell'accordo faticosamente raggiunto lo scorso 23 luglio tra Governo e parti sociali (IT0710029I, IT0712029I), decisione che sembra compromettere la prospettiva futura di dialogo sociale. Di difficile interpretazione è inoltre la scelta di abolire la procedura per le dimissioni volontarie , procedura di recente introduzione che costituiva una garanzia per i lavoratori senza rappresentare un onere per le imprese(IT0806019I).

Cristina Tajani, Fondazione Seveso

Ultimo aggiornamento di questa pagina: 08 Settembre, 2008
About this document
  • ID: IT0807019IIT
  • Author: Cristina Tajani
  • Institution: Fondazione Seveso
  • Country: Italy
  • Language: IT
  • Publication date: 09-09-2008