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Rapporto Eiro sulla rappresentatività nel settore agricolo in Italia

Clausola di esclusione della responsabilità: queste informazioni sono rese disponibili come servizio al pubblico, ma non sono state modificate od approvate dalla Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro. Gli autori sono responsabili per il contenuto.

L’ultimo censimento del settore agricolo in Italia (2000) ha registrato circa 2,5 milioni di aziende agricole, con un calo di circa il 14% rispetto al 1990. Nel 2004 se en registrano 2,2 milioni, e secondo la classificazione Europea, che esclude quelle con meno di un ettaro di Superficie Agricola Utilizzabile, o con produzione di valore inferiore ai 2.500 Euro), sono 1,9 milioni. Tuttavia, l’agricoltura continua ad essere una componente importante dell’economia italiana. La contrattazione collettiva del lavoro nel settore ha validità erga omnes, non copre, cioè, solo gli iscritti alle associazioni di categoria firmatarie ma tutti i lavoratori e gli imprenditori agricoli. Le associazioni di rappresentanza degli interessi che contano il maggior numero di iscritti sono in gran parte membri di associazioni a livello europeo.

Caratteristiche generali del settore

Il settore agricolo in Italia è gestito a livello istituzionale dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, all’interno del quale vi sono poi direzioni generali (DG) specializzate per settori e prodotti (come la DG delle politiche agricole, ad esempio, del settore lattiero-caseario, dell’olio d’oliva, del vino ecc., o la DG della trasformazione agroalimentare e dei mercati, o della pesca marittima e dell’acquacoltura). L’ultimo censimento agrario ha rappresentato una delle fonti principali di reperimento dei dati per la stesura del presente rapporto. In particolare, una delle unità di riferimento è data dall’azienda agricola.

In generale, quando ci si riferisce all’agricoltura, vengono inclusi anche selvicultura, caccia e pesca. Per questo si può parlare di congruenza con la definizione NACE.

Definizione di azienda agricola

Non esiste una definizione ufficiale e universale di azienda agricola. Tuttavia nelle pubblicazioni dell’Istituto nazionale di statistica (Istat) per impresa agricola si intende una unità tecnico-economica costituita da terreni, anche in appezzamenti non contigui, ed eventualmente da impianti ed attrezzature, in cui si attua la produzione agraria, forestale e zootecnica ad opera di un conduttore, cioè persona fisica, società od ente che ne sopporta il rischio aziendale. Tra le aziende agricole sono comprese anche le aziende esclusivamente zootecniche, prive di terreno agrario.

Tabella 1. Caratteristiche generali della forza lavoro del settore agricolo
  1993 2004
Numero di aziende agricole 3.023.344** 1.900.000
Forza lavoro complessiva* 1.118.000 990.000
Forza lavoro maschile*   683.000
Forza lavoro femminile*   307.000
Occupazione dipendente complessiva 357.397** 416.000
Occupazione maschile   134.000
Occupazione femminile   282.000
Aggregate sectoral employment as a % of total employment in the economy 5,4% 4,2%
Aggregate sectoral employees as a % of the total number of employees in the economy   2,6%

Fonte: European Commission, Eurostat, (Community Labour Force Survey – LFS)

* employees plus self-employed persons and agency workers

**Fonte: Eurostat, dato relativo al 1990

In generale il censimento ha registrato un trend negativo per quanto riguarda il numero di aziende presenti nel settore. Nel 2001 la tendenza nazionale alla diminuzione del numero delle aziende agricole , forestali e zootecniche è stata pari a quasi il -14%. Come spesso avviene nell’analisi dei settori economici in Italia, anche nel caso del settore agricolo è importante sottolineare le marcate differenze territoriali: in particolare, la diminuzione percentuale del numero delle aziende ha raggiunto il –43,1% in Lombardia, superando quindi di gran lunga la media nazionale, mentre al sud la tendenza alla diminuzione si è assestata intorno al –17%. La Puglia è stata l’unica regione a segnare un aumento, anche se di piccola entità, nel numero di aziende agricole pari a 1,2%.

Continuano a prevalere ampiamente, nel 2000, le aziende a conduzione diretta del coltivatore e, tra queste, quelle condotte con manodopera esclusivamente familiare. Nel complesso, considerando quindi la classificazione italiana che comprende anche quelle molto piccole, si tratta di 2.457.960 aziende, pari al 94,7% del totale, di cui 2.108.005 che utilizzano solo manodopera familiare (81,3% del totale).

Rispetto al 1990 si è avuta una diminuzione nell’utilizzo del suolo agricolo che nel 2000 ammonta al –12%.

Un confronto dell’incidenza dell’agricoltura nell’economia italiana tra il 2004 e il 2003, offre uno scenario più positivo e in crescita.

Nel 2004, il Valore Aggiunto (VA) ai prezzi di base del settore primario, inclusa selvicoltura e pesca, è aumentato, in valore, del 3% circa rispetto al 2003, a seguito di un aumento delle quantità (10,8%) e di una flessione dei prezzi (-7,1%). Il contributo dell’agricoltura alla formazione del valore aggiunto dell’economia italiana è stato del 2,5%; in termini “reali” (prezzi 1995), tra il 1994 e il 2004 l’incidenza del VA agricolo sul totale nazionale è scesa dal 3,3% al 3,0%.

Anche se l’occupazione in agricoltura è diminuita rispetto al 1990, nel confronto dei dati con il 2004 notiamo che il numero complessivo degli occupati espressi in Unità Standard di Lavoro (USL), è aumentato dello 0,8% rispetto al 2003 e il settore agricolo ha mostrato un incremento dell’occupazione dello 0,4%: a questo risultato ha contribuito il lavoro dipendente, aumentato del 2,6%, mentre il lavoro indipendente è calato dell’1%.

Il 69% degli occupati, in termini di persone fisiche, in agricoltura è costituito da maschi; il 49% è impiegato al Sud, mentre il restante 51% è distribuito tra Nord (38%) e Centro (13%). Il rapporto tra lavoro agricolo e popolazione è mutato molto rapidamente nel decennio qui considerato. Nel 1994, infatti, vi erano 32 abitanti per ogni unità di lavoro agricola, mentre nel 2004 ve ne sono 46. Rapporto che nell’industria è aumentato molto più lentamente.

Grafico 2 - Aziende in complesso per ripartizione geografica. Anni 1990 e 2000

Grafico 2 - Aziende in complesso per ripartizione geografica. Anni 1990 e 2000

2. Organizzazioni sindacali e datoriali del settore agricolo

I contratti collettivi riguardano di volta in volta sotto-settori dell’agricoltura, come ad esempio la pesca, i floricoltori, l’allevamento, ecc. . La rappresentanza degli interessi dei lavoratori in Italia è principlamente orizzontale, e le federazioni sindacali del settore agricolo, quindi, sono generalmente strutture interne di confederazioni generali dei lavoratori (Alacevich and Burroni, 2001). Le associazioni datoriali del settore agricolo, come vedremo, sono invece principalmente tre, a livello nazionale.

Molte delle associazioni di rappresentanza, sia datoriali che dei lavoratori dell’agricoltura, sono affiliate ad associazioni a livello europeo, come di volta in volta indicato nella tabella riportante i dati sulla membership.

L’appartenenza ad un’associazione di rappresentanza degli interessi, sia sindacale che datoriale, è volontaria. I dati qui riportati si riferiscono al settore (vale a dire, viene riportata la percentuale di membri appartenenti ad una sigla sindacale calcolata sul numero totale dei lavroatori del settore).

2.1 – Dati sulle associazioni di categoria dei lavoratori dell’agricoltura

Le principali organizzazioni sindacali dei lavoratori fanno capo alle tre confederazioni di Cgil, Cisl e Uil. All’interno della Cgil vi è la Federazione Lavoratori dell’Agroindustria (Flai) che organizza i lavoratori dipendenti fissi, a termine (avventizi) e stagionali, i disoccupati e sottoccupati operanti nel settore agricolo e agro-industriale (industria alimentare). Nel 2005, gli iscritti nel complesso (lavoratori agricoli occupati industria di trasformazione alimentare) sono stati 289.170.

Per la Cisl, vi sono la Federazione Agricola Alimentare Ambientale Industriale (Fai), simile alla Flai, che detiene 205.079 iscritti (2005) e l’Unione Generale Coltivatori (Ugc) che raccoglie i produttori agricoli singoli e associati (coltivatori diretti, imprenditori agricoli a titolo principale e part-time, coloni e mezzadri), con 70.934 iscritti nel 2005.

Infine, nella Uil, abbiamo l’Unione Italiana lavoratori Agroalimentare (Uila), 146.691 iscritti nel 2005, e l’Unione Italiana Mezzadri e Coltivatori Diretti (Uimec), con 52.843 tesserati (2005).

Tutte le organizzazioni sindacali sono affiliate alla European Federation of Trade Unions in the Food, Agriculture and Tourism sectors and allied branches (EFFAT) e all’Unione Internazionale dei Lavoratori dell’Agroindustria (UITA).

Tabella 2. Dati sulla membership sindacale
Organizzazione sindacale Numero di iscritti (2005) Membership rate Tipo di lavoratori Affiliazione nazionale Affiliazione europea Firma CCNL (S/N)
Flai 289.170 29% Lavoratori del settore CGIL EFFAT – UITA S
Fai 205.079 20% Lavoratori del settore CISL EFFAT – UITA S
Ugc (Unione Generale Coltivatori) 70.934 7% Lavoratori del settore CISL EFFAT – UITA S
UIMEC (Unione Mezzadri e Coltivatori Diretti) 52.843 5,3% Lavoratori del settore UIL EFFAT – UITA S
Uila 146.691 14,8% Lavoratori del settore UIL EFFAT – UITA S
Alpa (Associazione lavoratori produttori agroalimentari) 52.000* 5,2% Lavoratori del settore ma che svolgono anche altre attività   EFFAT – GEOPA COPA N

Fonte: e-mail e interviste telefoniche con i responsabili delle organizzazioni, dati presenti nei siti qeb delle organizzazioni sindacali; integrazione dati non reperiti con il Questionnaire for EIRO comparative Study on Industrial Relations in Agriculture (IT0507304SIT)

* Dato fornito dal presidente dell’ALPA.

2.2 Associazioni di rappresentanza degli imprenditori agricoli

Le principali organizzazioni di rappresentanza delle imprese agricole in Italia sono:

  • Confagricoltura (Confederazione Generale dell’Agricoltura), i cui soci rappresentano varie categorie di conduzione, dai proprietari conduttori agli affittuari, alle imprese familiari o associate, e le cui imprese associate hanno generalmente dimensione medio grande;
  • Coldiretti (Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti) che rappresenta soprattutto aziende a conduzione diretta di dimensioni medio piccole.
  • e CIA (Confederazione Italiana Agricoltori)

Ciascuna ha un ufficio di rappresentanza a Bruxelles e sono interlocutori privilegiati nella definizione dell’implementazione delle politiche europee. Importantissime sono anche le sedi provinciali, o territoriali più in generale, delle organizzazioni di rappresentanza datoriale, poiché la contrattazione decentrata ha assunto grande rilievo, come vedremo più avanti.

Nel settore agricolo sono presenti anche diverse cooperative agricole, che si concentrano soprattutto in mercati di prodotti agricoli di nicchia (il 56% della produzione di Grana Padano e il 90% di Parmigiano vengono ottenuti in cooperativa). Si hanno quindi cooperative e consorzi agricoli aderenti all'Associazione Nazionale Cooperative Agroalimentari (ANCA LEGACOOP), alla Federazione Nazionale Cooperative Agricole ed Agroalimentari (Confederazione Cooperative Italiane) e all'AGICA – AGCI che partecipano alla contrattazione collettiva per i dipendenti delle cooperative. Queste, generalmentì, raggruppano più aziende agricole. Non vengono quindi riportati i dati associativi poiché l’unità di misura a cui si fa riferimento è l’azienda agricola. Tuttavia, è stato ritenuto opportuno citarle nella tabella in quanto firmatarie di CCNL riguardanti i dipendenti delle cooperative agricole (tabella 4).

Tabella 3. Dati sulla membership delle associazioni datoriali
Organizzazione Numero di aziende agricole associate Tipologia (se possibile specificare) Densità rispetto al settore* Lavoratori rappresentati** Affiliazione nazionale Affiliazione Europea Firma CCNL
Confagricoltura 500.000 Generale (principalmente grandi aziende agricole) 19% n.a. Confagricoltura GEOPA-COPA, FIPA (Federazione Internazionale Produttori Agricoli – International Federation of Agriculture Producers), CEA (Confederazione Europea Agricola – Agriculture European Confederation) S
Coldiretti 568.000 Soprattutto aziende agricole a conduzione diretta 21,9% 1.400.000 Coldiretti GEOPA-COPA, COFACE (Confederation des Organisations familiales de la Ce), AEIAR (Associazione Europea di Interventi di Riordino Fondiario), AEVP (Associazione Esportatori Vino di Porto), CEPFAR (Comitato Europeo per la promozione e la formazione in Ambiente Agricolo e Rurale) S
CIA 880.023   33,9% 1.473.784 CIA GEOPA-COPA S
AGICA   Cooperative agricole     AGICI   S
ANCA   Cooperative agricole     LegaCoop   S
Federazione Nazionale Cooperative agricole e agroalimentari n.a. Cooperative agricole     Confederazione Italiana cooperative   S
Andaa n. a.     Dirigenti dell’agricoltura CIDA (Confederazione dirigenti alte professioni)   S
Confederdia n.a.     Dirigenti, quadri e impiegati dell’agricoltura     S

Fonte: e-mail e interviste telefoniche con i responsabili delle organizzazioni e integrazione dati non reperiti con il Questionnaire for EIRO comparative Study on Industrial Relations in Agriculture.

* La densità rispetto al settore, in questo caso, è stata calcolata tenendo conto di un totale delle aziende pari a 2,5 milioni, e non 1,9 come vuole la definizione europea utilizzata dall’Eurostat, in quanto le associazioni datoriali contano tra i loro membri anche le aziende molto piccole.

** È difficile fare una stima del tasso di rappresentatività dei lavoratori, in quanto questi dati generalmente comprendono anche pensionati, lavoratori autonomi, proprietari di aziende agricole, familiari che lavorano nell’azienda agricola, e non tutti sono registrati dal dato complessivo della forza lavoro su cui si calcola il rapporto.

3. Relazioni inter-associazionali

L’attività del settore agricolo si interseca spesso con quella del settore dell’industria agro-alimentare. Non si tratta tuttavia di un settore particolarmente conflittuale.

4. Il sistema di contrattazione collettiva

La copertura della contrattazione collettiva nazionale del settore agricolo riguarda tutti i lavoratori e tutte le aziende agricole presenti, così come in tutti gli altri settori economici in Italia secondo il principio della validità erga omnes della contrattazione collettiva del lavoro.

Per questo il contenuto degli accordi collettivi viene esteso anche a coloro che non sono membri delle associazioni di categoria firmatarie.

Le organizzazioni sindacali, oltre a promuovere insieme alla controparte datoriale la contrattazione collettiva nazionale e territoriale, indicono nei luoghi di lavoro le elezioni delle rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) quali soggetti titolati alla contrattazione aziendale.

Nella tabella che segue vengono riportati recenti CCNL, suddivisi per il sub-settore agricolo di riferimento. È interessante notare che il ruolo della contrattazione terrotoriale è molto importante, e che soprattutto nel caso dei lavoratori agricoli e florovivaisti sono stati firmati numerosi accordi a livello provinciale in seguito al CCNL.

Tabella 4. Recenti accordi collettivi di settore agricolo e dei sub-settori
Attori che contrattano Copertura degli accordi/contratti salariali
  Settoriale Tipo di dipendenti Territoriale Nazionale
AGICA-AGCI; ANCA-Legacoop; Federazione nazionale Cooperative agricole (Confederazione Italiana Cooperative); Flai-CGIL; Fai-CISL; Uila-UIL Cooperazione Agricola Dipendenti delle cooprative agricole   CCNL per i lavoratori dipendenti delle cooperative e consorzi agricoli (01/01/02-31/12/05)
UNCEM;Federazione Italiana Comunità Forestali – Federforeste; AGICA-AGCI; ANCA-Legacoop; Federazione Nazionale Cooperative Agricole ed Agroalimentari – Confcooperative Federlavoro e Servizi – Confcooperative; FLAI-CGIL; FAI-CISL; UILA-UIL Fiori recisi Dipendenti del settore   Contratto collettivo Nazionale di Lavoro per tutto il territorio nazionale per i dipendenti da Aziende esercenti la lavorazione, il commercio e il trasporto, l’esportazione e l’importazione all’ingrosso di fiori freschi recisi, verde e piante ornamentali per imprese commerciali, consortili o cooperative e G.E.I.E.
Confagricoltura; Federazione nazionale Proprietari Conduttori in Economia; Federazione Nazionale affittuari Conduttori in Economia; Federazione Nazionale delle conduzioni associate e della Soccida; Federazione nazionale della colonia e forme associative varie; Unione nazionale della Avicoltura; Coldiretti, CIA; Federdia, Agri-Quadri, Confederdia; Flai-CGIL; Fisba-CISl; Uila-UIL Quadri ed impiegati agricoli Quadri e impiegati   CCNL per i Quadri e gli impiegati agricoli (01/01/2000–1/12/2003)
Operai agricoli e florovivaisti Operai e florovivaisti CPL*: Trapani; Grosseto; Bolzano; Cuneo; Siracusa; Bergamo; Caserta; Siena; Mantova; Rovigo CCNL per gli Operai Agricoli e Florovivaisti (1/01/2002-31/12/2005
Ortofrutta Dipendenti del settore   Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i Dipendenti da aziende ortofrutticole ed agrumarie (1 gennaio 2003 - 31 dicembre 2006)

Fonte: siti web delle organizzazioni sindacali e datoriali.

* CPL: Contratto provinciale di lavoro. Sono le sedi provinciali delle varie organizzazione a contrattare il rinnovo. Nella presente tabella sono stati riportati i rinnovi più recenti, a titolo esemplificativo, ma in tutte le province si negoziano i CPL. Il CCNL (art. 2 e artt. 88 e 89) rimanda espressamente alla contrattazione provinciale la definizione di alcuni elementi, come il salario contrattuale e altri istituti relativi al rapporto di lavoro, come ad esempio formazione, anzianità, modalità di assunzione, cottimo, ecc.

5. Formulazione e implementazione di politiche pubbliche destinate specificatamente al settore agricolo

Come accennato, le associazioni di rappresentanza degli interessi sono interlocutori importanti del governo. Non è prevista ‘per legge’ una sistematica consultazione delle parti rispetto a determinati temi, ma vi è confronto e negoziazione tra parti sociali e governo in moltquestioni riguardanti l’agricoltura. Di recente, per esempio, le parti sono state chiamate a confrontarsi con i seguenti temi:

  • Uno dei principali momenti di confronto è quello relativo al recepimento delle normative comunitarie destinate al settore. L’intesa per l’applicazione della nuova Pac (Politica Agricola Comune, varata nel 2003) è avvenuta nel 2004 grazie ad un accoro raggiunto tra governo, Regioni e organizzazioni professionali.
  • Un’altra questione importante che riguarda il settore agricolo in Italia è l’elevato utilizzo di manodopera irregolare. A Maggio del 2004 le parti hanno firmato un avviso comune per promuovere l’emersione del sommerso attraverso buone pratiche e proposte operative, le cui modalità di attuazione dovranno essere successivamente recepite dal governo con i necessari interventi applicativi di natura legislativa. Tra le iniziative più importanti e urgenti si è parlato di monitoraggio del fenomeno, stabilizzazione dell’occupazione, rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro, e sono state date indicazioni al governo per la riforma degli ammortizzatori sociali e le agevolazioni fiscali e contributive per favorire l’emersione di alcune categorie di lavoratori (ad esempio dei lavoratori extracomunitari).
  • Altra forma di confronto, anche se con il governo locale anziché centrale è dato dalla recente costituzione dei Tavoli verdi territoriali, luogo della concertazione sui temi agricoli ed ambientali tra le rappresentanze degli imprenditori agricoli, le associazioni ambientaliste e gli Enti locali che operano nel territorio.

Vi sono poi altri organismi bilaterali come Agriform, attraverso cui si svolge un’operazione di monitoraggio dei fabbisogni formativi attraverso attività di ricerca, o i Centri di formazione agricola, presenti a livello territoriale che mettono in contatto centri di formazione continua e professionale con le aziende locali del settore agricolo.

6. Regolamenti relativi alla rappresentanza degli interessi del settore agricolo

Come sopra accennato, la contrattazione collettiva nazionale di settore ha validità erga omnes. Un’altra caratteristica della contrattazione collettiva del lavoro in Italia è data, nel settore privato, dalla mancanza di meccanismi di selezione degli attori chiamati a rappresentare gli interessi in sede di contrattazione.

7. Commenti

Il tessuto produttivo agricolo è composto principalmente da piccole aziende, per questo uno dei temi più ricorrenti nelle interviste con i rappresentanti sindacali è la cruciale importanza del supporto alla competitività del settore.

Il settore agricolo comprende una grande varietà di attività, che vanno dalle coltivazioni classiche dei terreni, alla gestione di agriturismi (con un conseguente ruolo attivo nella riqualificazione turistica ed economica di alcuni territori), alla sperimentazione di nuovi mercati come quello dei prodotti agricoli biologici. Si assiste, quindi, ad una ri-valorizzazione dei prodotti agricoli di qualità nella promozione del territorio (si pensi, ad esempio, ai vini toscani, ma non solo, o all’olio d’oliva delle regioni meridionali). Ci sono molte associazioni di imprenditori agricoli che rappresentano sotto-settori specifici dell’agricoltura (aviculture, commercio e coltivazione di fiori, ecc.) ma le associazioni di rappresentanza in termini di contrattazione nazionale rimangono principalmente le tre indicate nella tabella 3.

Riferimenti bibliografici e siti web

Alacevich, F. e Burroni, L. (2001), in Sectoral Unions and Employers Organisations in the EU agricultural sector – Annual Report on Social Concertation and Collective Bargaining, Project V/001/97, Universite Catholique de Louvain, Institut des Sciences du Travail.

Rapporto del 5° censimento dell’agricoltura in Italia, disponibile su http://censagr.istat.it/

Rapporto “Economica e Agricoltura” disponibile su www.inea.it

Per i dati quantitativi sono state consultate le banche dati di Eurostat, Istat ed Eurispes.

Author: Manuela Galetto

Ultimo aggiornamento di questa pagina: 01 Ottobre, 2007
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  • ID: IT0608019QIT
  • Author: Manuela Galetto
  • Institution: Ires Lombardia
  • Country: Italy
  • Language: IT
  • Publication date: 01-10-2007
  • Sector: Agriculture and Fishing