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Final Questionnaire for EIRO comparative analytical report on the impact of the working time directive for the road transport sector on collective bargaining

Clausola di esclusione della responsabilità: queste informazioni sono rese disponibili come servizio al pubblico, ma non sono state modificate od approvate dalla Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro. Gli autori sono responsabili per il contenuto.

La direttiva 15/2002 non è ancora stata implementata nell’ordinamento italiano. Le parti sociali hanno firmato un’intesa al riguardo da ormai più di due anni, ma il confronto con le istituzioni governative procede a piccoli passi (anche a causa del recente cambio di governo). Tra gli aspetti più critici della direttiva le parti sociali lamentano la non applicazione ai lavoratori autonomi (la cui incidenza quantitativa nel settore è molto forte), mentre ne sostengo l’utilità per migliorare il problema della sicurezza nel settore.

Background

Working time for mobile workers in the road transport sector is covered by Directive on working time in the road transport sector

(Directive 2002/15/EC)

This Directive establishes minimum requirements in relation to the organisation of working time in order to improve the health and safety protection of persons performing mobile road transport activities and to improve road safety and align conditions of competition.. Member states were requested to implement this Directive by 23 March 2005. However, some countries have yet to transpose it.

The Directive provides a definition of the types of activities that should be included in the calculation of working time. These are: driving; loading and unloading; assisting passengers boarding and disembarking from the vehicle; cleaning and technical maintenance; and all other work intended to ensure the safety of the vehicle. It also covers the times during which a worker cannot dispose freely of their time and are required to be at their workstation. The Directive also regulates maximum weekly working time, breaks, rest periods and night work.

Unlike the working time Directive, the Directive governing working time in road transport does not allow any opt-out. This means that companies operating in this sector need to ensure that the working time of their workforce complies with the Directive. However, under Article 8 of the Directive, derogations can be made from the provisions on maximum working time and night work, for objective or techncial reasons or reasons concerning the organisation of work, through collective agreements, agreements between the social partners, or by laws, regulations or administrative provisions, provided there is consultation of the representatives of the employers and workers concerned and efforts are made to encourage all relevant forms of social dialogue.

At present, the Directive does not apply to self-employed drivers. As it states, the European Commission will undertake a review of the situation after four years of operation. Therefore, at the latest by 23 March 2007, the European Commission will issue a report to the European Parliament and the Council analysing the consequences of the exclusion of self-employed drivers in areas such as road safety, conditions of competition, the structure of the profession and a range of social aspects. On the basis of this report, the Commission will then decide whether or not to apply the Directive to self-employed drivers from 23 March 2009.

The study

The purpose of this study is to assess the impact that Directive 2002/15/EC has had on collective bargaining in this sector in individual EU countries.

This study will examine collective bargaining and the regulation of working time in the road transport sector in individual European countries, looking at issues such as the organisation of working time, breaks, rest periods, working hours, health and safety, and the status of self-employed drivers. It will also look at whether member states have taken advantage of the derogation options, contained in the Directive, in the case of maximum working time and night work.

1. Details of the road transport sector in your country

Please provide some basic details about the road transport sector in your country. Information should include:

  • the structure of the mobile workforce in the sector, including size, type of employee, proportion of self-employed workers (see also below)
Distribuzione degli addetti per sottosettore, sesso e tipologia d’impiego. Valori assoluti.
  Dipendenti Indipendenti Totale addetti Co.Co.Co Interinali
  maschi femmine totale
60 TRASPORTI TERRESTRI E MEDIANTE CONDOTTE 372,134 161,854 470,133 63,855 533,988 11,309 1,689
di cui:              
6021 - Altri trasporti terrestri, regolari, di passeggeri 101,520 3,575 98,501 6,594 105,095 1,259 874
6022 - Trasporti con taxi 6,002 18,264 22,744 1,522 24,266 297 15
6023 - Altri trasporti su strada, non regolari, di passeggeri 5,250 3,671 7,569 1,352 8,921 301 27
6024 - Altri trasporti terrestri di passeggeri 2,214 1,808 3,358 664 4,022 183 2
6025 - Trasporto di merci su strada 173,775 134,369 261,477 46,667 308,144 8,908 747
6030 - Trasporti mediante condotte 3,572 10 3,289 293 3,582 4 4

Fonte: Istat, Censimento dell’industria e dei Servizi, 2001.

  • the types of employers operating in the sector
Distribuzione delle imprese per settore e classe dimensionale. Valori assoluti.
  fino a 49 addetti da 50 a 249 addetti 250 addetti e oltre totale
  imprese unita' locali Imprese unita' locali imprese unita' locali imprese unita' locali
60 - TRASPORTI TERRESTRI; TRASPORTI MEDIANTE CONDOTTE 126,905 131,509 546 1,447 125 2,409 127,576 135,365
di cui:                
6021 - Altri trasporti terrestri, regolari, di passeggeri 2,333 2,797 126 372 73 782 2,532 3,951
6022 - Trasporti con taxi 17,116 17,315 24 25 4 4 17,144 17,344
6023 - Altri trasporti su strada, non regolari, di passeggeri 2,642 2,936 12 27 0 0 2,654 2,963
6024 - Altri trasporti terrestri di passeggeri 1,362 1,470 2 3 0 0 1,364 1,473
6025 - Trasporto di merci su strada 103,381 106,909 362 947 26 437 103,769 108,293
6030 - Trasporti mediante condotte 6 6 3 12 1 105 10 123

Fonte: Istat, Censimento dell’industria e dei Servizi, 2001.

Pur trattandosi di dati non molto aggiornati le tabelle riportate sopra sembrano mantenere una certa validità attuale sia riguardo al numero degli addetti, sia riguardo al numero e alla distribuzione delle imprese per classe dimensionale. Stime di fonte sindacale, infatti, quantificano in circa 500,000 gli occupati nel settore e in circa 130,000 le imprese attive, l’85% delle quali a carattere artigiano. La dimensione media delle imprese del settore è stimata in 3,8 addetti.

Il Centro Studi della Confederazione Generale dei Trasporti e della Logistica (CONFETRA), in un’analisi strutturale delle imprese riferita al 2003, ha rilevato un elevato grado di concentrazione nel settore: il 10% delle imprese realizzerebbe infatti il 60% del fatturato e il 56% del valore aggiunto.

2. Collective bargaining in the road transport sector

Please provide information on collective bargaining in your sector, including:

  • details of the social partners in this sector – trade unions and employer bodies, name, field of intervention (all the sector/specific part of the sector// all the workers in the sector/ part of them…)

Le principali organizzazioni sindacali dei lavoratori che operano nel settore dell’autotrasporto sono:

  1. la Federazione Italiana Lavoratori dei Trasporti - Confederazione Generale Italiana del Lavoro (FILT-CGIL), che rappresenta le lavoratrici e i lavoratori che prestano la propria attività nel settore del trasporto aereo, marittimo e terrestre (su ferro e su gomma) e nel settore dei servizi ausiliari e complementari alle attività di trasporto. E’ suddivisa in dipartimenti, tra cui il Dipartimento Trasporto Merci e Logistica, sulla base del comparto in cui operano i lavoratori.
  2. La Federazione Italiana Trasporti - Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori (FIT-CISL), che organizza i lavoratori e le lavoratrici dei trasporti, dei servizi e dell’ambiente.
  3. L’Unione Italiana dei Lavoratori dei Trasporti – Unione Italiana del Lavoro (UILT-UIL), che associa lavoratori e lavoratrici di tutti i settori del comparto dei trasporti.

Esistono poi altre realtà rappresentative di lavoratori dell’autotrasporto, tra cui ad esempio la Federazione Nazionale delle Attività Ferroviarie - Unione Generale del Lavoro Trasporti (Ugl AF,) e alcuni sindacati autonomi di base (ad esempio il settore Trasporti dell’Organizzazione Sindacati Autonomi e di Base - ORSA - e il settore Trasporto merci e logistica della Federazione Autonoma Sindacati dei Trasporti - FAST). Si tratta però di sindacati che hanno una rappresentatività molto bassa e che non firmano il contratto collettivo nazionale di settore (CCNL).

Dal lato delle imprese esistono numerose associazioni con ambiti di rappresentanza in alcuni casi anche molto specifici e circoscritti. Di seguito elenchiamo quelle firmatarie del contratto collettivo di settore.

  1. La Confederazione Generale dei Trasporti e della Logistica (CONFETRA) rappresenta le categorie imprenditoriali operanti nei settori del trasporto, della spedizione, della logistica e del deposito delle merci, e nei settori a questi connessi ed ausiliari. È strutturata in Federazioni Nazionali di Categoria, tra cui quelle dell’autotrasporto sono: Associazione Imprese Traslocatori Italiani (AITI), Associazione Nazionale Corrieri Espressi (ASSOESPRESSI), Associazione Italiana delle Imprese di Logistica, Magazzini Generali e Magazzini Frigoriferi (ASSOLOGISTICA), Federazione Nazionale Imprese di Spedizioni Internazionali (FEDESPEDI), Federazione Italiana Trasportatori (FEDIT), Federazione Italiana Spedizionieri Industriali (FISI).
  2. La Confederazione del Trasporto, della Spedizione e della Logistica (Conftrasporto), che aderisce alla Confederazione Generale Italiana del Commercio, del Turismo, dei Servizi, delle Professioni e delle Piccole e Medie Imprese (Confcommercio).
  3. L’Associazione Nazionale Imprese Trasporti Automobilistici (ANITA), che aderisce a Confindustria in qualità di associazione di categoria ed è una delle organizzazioni costituenti della Federazione delle imprese di trasporto terrestre del sistema confindustriale (Federtrasporto). L’ultimo CCNL è stato firmato anche da due associazioni di rappresentanza delle imprese cooperative e cinque associazioni delle imprese artigiane del settore:
  4. l’Associazione Nazionale delle Cooperative di Servizi e Turismo della Lega delle Coopertive (ANCST-LEGACOOP), che, organizzata in comparti, rappresenta le cooperative del settore dell’autotrasporto attraverso il comparto Trasporto e movimentazione merci e il comparto Trasporto persone;
  5. la Federlavoro e Servizi della Confederazione Cooperative Italiane (Confcooperative), che rappresenta le cooperative del settore tramite il comparto Autotrasporto e Logistica;
  6. l’Associazione Nazionale Autotrasporto di Confartigianato (Confartigianato Trasporti);
  7. la Federazione Italiana Autotrasportatori Professionali (FIAP/M);
  8. l’Associazione Nazionale Artigiani e Piccole e Medie Imprese Del Trasporto Merci, (FITA CNA);
  9. la sezione Produzione e Lavoro dell’Associazione Generale Cooperative Italiane (AGCI);
  10. il Sindacato Nazionale degli Autotrasportatori di Casartigiani (SNA-Casartigiani).
  • whether there are collective agreements.

If so, could you specify whether it is a sectoral one or whether there are agreements that are signed in significant companies. what proportion of the sector do they cover?

If there are agreements, how often are they renewed. What are the subjects covered : definition of working time

  • working hours
  • breaks
  • rest periods
  • controls and checks on drivers

Il 9 novembre 2006 è stato firmato dalle associazioni sopra elencate il rinnovo del Testo Unico dei CCNL della Logistica e del Trasporto Merci e Spedizioni, che si compone di una parte generale comune ai due settori e una parte speciale con discipline distinte. Le parti si sono impegnate ad unificare entro il prossimo rinnovo tutti gli articoli che non prevedono discipline specifiche per i due settori. Il tasso di copertura del CCNL è vicino al 100% sia in termini di addetti, sia in termini di imprese.

Oltre al contratto nazionale di settore esistono poi numerosi accordi di livello aziendale per le materie previste dall’accordo 23 luglio 1993, che regola anche i tempi del rinnovo. Il rinnovo della parte normativa del CCNL è prevista ogni quattro anni, mentre quello della parte economica avviene ogni due. Nelle imprese di medio-grandi dimensioni, il tasso di copertura della contrattazione aziendale è anch’esso molto elevato, superiore al 90%.

Per il personale il cui tempo della prestazione lavorativa coincide con il tempo di guida (ossia nel caso in cui la prestazione lavorativa non preveda dei momenti in cui il lavoratore è in servizio ma non sta guidando) il CCNL di settore stabilisce che l’orario di lavoro settimanale è di 39 ore come previsto per il personale viaggiante, e che le norme previste dal regolamento 3820/85 devono essere integralmente osservate dal lavoratore e dal datore di lavoro.

Il CCNL prevede dei tempi di riposo aggiuntivi (rispetto a quelli previsti dalla legge nazionale e dai regolamenti europei) che riguardano i tempi per la consumazione dei pasti e corrispondono ad 1 ora per le trasferte di durata fino a 15 ore e a 2 ore (un'ora per ciascuna interruzione) per le trasferte superiori alle 15 ore. Il tempo di lavoro effettivo si calcola con l'esclusione dei tempi di riposo.

Per i lavoratori del trasporto merci sono previsti periodi annuali di flessibilità dell'orario di lavoro in cui l'impresa, in accordo preventivo con le Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU) o i sindacati territoriali, può stabilire regimi diversi di orario contrattuale. La diversa modulazione dell'orario settimanale può riguardare sia singoli gruppi di lavoratori, sia la totalità dei dipendenti dell'impresa. La maggiore prestazione lavorativa settimanale resa in regime di flessibilità, non può superare complessivamente le 150 ore annue, suddivisibili al massimo nell'arco di 6 mesi, e deve essere recuperata in periodi di minor intensità produttiva. Per le imprese della logistica i limiti del ricorso alla flessibilità degli orari sono di 100 ore annue e di 48 ore settimanali.

3. Implementation of the Directive 2002/15/EC in your country

Has your country implemented this Directive?

a) If so, please give details of the implementing legislation or collective agreement, and when it came into force.

If not, please give details of any debate about implementation, plus any likely implementation date.

La Direttiva 2002/15/EC non è ancora stata recepita dall’ordinamento italiano.

Nel gennaio 2005, dopo una lunga trattativa, le associazioni datoriali e le organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL di settore hanno firmato un’ipotesi di accordo riguardo alla sua applicazione.

Nell’estate del 2005 il precedente governo di centro di centro-destra aveva avviato il confronto con le parti sociali per stabilire le modalità di recepimento della direttiva ma, dopo che l’allora sottosegretario del Ministero del Lavoro Maurizio Sacconi ha espresso parere contrario all’avviso comune delle parti (che a suo giudizio non rispetterebbe le linee guida contenute nella direttiva), il confronto si è bloccato.

Il nuovo governo di centro-sinistra eletto nell’aprile del 2006 ha firmato il 7 febbraio scorso un protocollo d’intesa con le associazioni datoriali del settore in cui sono indicate alcune azioni da intraprendere per risolvere le principali criticità del settore. Tra queste vi è il recepimento della direttiva 2002/15/EC, per la quale il confronto con le parti sociali doveva essere avviato entro 15 giorni dalla firma del protocollo d’intesa. Tuttavia, ad oggi, nessun incontro è ancora stato programmato. Esiste però un disegno di legge che prevede la scadenza al 30 settembre 2007 delle deleghe per l’approvazione da parte del Governo di tre decreti legislativi riguardanti l’attuazione di altrettante direttive, tra cui la 15/2002. Tale scadenza era originariamente prevista per il 31 luglio 2007.

b) If your country has implemented the Directive, has implementation been effected by means of specific terms in collective agreements or brought new topics onto the collective bargaining agenda in areas such as health and safety, the organisation of working time, working hours and working conditions or onto these areas in general?

La direttiva non è ancora stata implementata nell’ordinamento italiano (vedi punto precedente).

c) The Directive allows for derogations to be made from the provisions on maximum working time and night work, for objective or technical reasons or reasons concerning the organisation of work, through “collective agreements, agreements between the social partners, or by laws, regulations or administrative provisions, provided there is consultation of the representatives of the employers and workers concerned and efforts are made to encourage all relevant forms of social dialogue”.

Maximum working time

Are there any laws or collective agreements in place that allow derogations from the maximum working week of 48 hours, extendable to 60 hours if the average of 48 hours a week is not exceeded over four months? If so, please give details and, if available, statistics on how many workers and companies covered.

L’ipotesi di accordo firmata dalle parti sociali nel gennaio 2005 prevede un orario di lavoro settimanale massimo di 48 ore, estendibile a 60 se la media di 48 ore settimanali non è superata su un periodo di sei mesi (non 4 come previsto dalla direttiva).

L’ipotesi di accordo prevede inoltre una deroga alla regolamentazione dell’orario settimanale massimo per i lavoratori discontinui, ossia quei lavoratori la cui prestazione lavorativa prevede tempi di inattività. Per tali lavoratori la durata normale dell’orario di lavoro è stabilita in 47 ore settimanali e la durata massima in 260 ore mensili dal 1 gennaio 2007 e in 245 ore mensili a decorrere dal 1 gennaio 2009.

Come abbiamo già detto, però, si tratta di un accordo non in vigore, il cui fine è quello di spingere il Governo a recepire la direttiva tenendo conto delle esigenze e degli intenti comuni dichiarati dalle parti sociali.

In ogni caso deroghe al limite dell’orario settimanale di lavoro sono previste per i lavoratori discontinui anche dal CCNL di settore attualmente in vigore, per i quali il limite ordinario è fissato a 47 ore settimanali e il limite massimo a 250 ore mensili.

Night work

Are there any laws or collective agreements in place that allow derogations from the maximum working day of 10 hours in a 24-hour period if night work is performed? If so, please give details and, if available, statistics on how many workers and companies covered.

L’attuale CCNL di settore non prevede deroghe riguardo all’orario di lavoro in caso di lavoro notturno.

L’ipotesi di accordo del gennaio 2005, però, prevede una deroga per il lavoro notturno dei lavoratori discontinui, la cui regolazione dell’orario è rimandata alla contrattazione collettiva.

4. Specific issues

a) What are the main problems in this sector in your country?

Are there requests from interested parties (employees, trade unions, employer bodies, the government) about regulation on any of the following:

  • health and safety
  • working conditions
  • long working hours
  • controls and checks on drivers
  • la direttiva 15/2002 non ancora implementata nel nostro ordinamento, la questione principale riguarda proprio il mancato recepimento. La parti sociali sono inattesa dell’avvio di un confronto con il Governo, il quale non sta mantenendo gli impegni assunti in occasione della firma del protocollo d’intesa del 7 febbraio scorso.

Si lamenta in particolare, soprattutto da parte sindacale, un problema di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori con l’attuale normativa.

b) Self-employed drivers

Please give details of the kind of debate that is being held in your country on this issue. For example, what are the views of the government and the social partners on whether or not self-employed drivers should be covered by national implementing legislation.

Riguardo ai lavoratori autonomi, la posizione comune di imprenditori e sindacati è l’estensione dell’applicazione della direttiva anche ai lavoratori autonomi il prima possibile. La mancata applicazione della direttiva ai lavoratori autonomi, che in Italia sono molto presenti nel settore, genererebbe, al momento dell’implementazione nell’ordinamento, problemi di concorrenza nel mercato, con le imprese che sono costrette a rispettare determinati vincoli e i lavoratori autonomi che possono invece godere di una regolamentazione più permissiva.

c) Trans-border drivers

Are trans-border drivers concerned by your country regulation in the road transport sector? If so, please specify how. For example, which jurisdiction covers drivers who cross your country on their way to other countries? Is this an issue for debate in your country?

A tali lavoratori si applica la disciplina prevista dai regolamenti 3820/85 e 561/06. Non sono previste specifiche discipline.

d) Other issues

Are there any other issues of importance in your country that have not been covered above?

5. Views of the national centre

It is particularly important that each NC gives its own comments on the issues covered by this study. Please provide any additional information that you consider important to better understand the current situation and recent developments in the area of working time in your country’s road transport sector.

La mancata implementazione nell’ordinamento italiano della direttiva 15/2002 sembra imputabile in larga parte ai ritardi delle istituzioni governative. Da ormai più di due anni, infatti, le parti sociali hanno raggiunto un’intesa sulle modalità di implementazione, ma il confronto col governo stenta a decollare.

Diversi fattori concorrono a determinare tale situazione.

In primo luogo, come abbiamo detto opra, l’intesa firmata da sindacati e imprenditori contiene diversi elementi non del tutto coerenti con la direttiva 15/2002 (riguardo ad esempio la previsione di un periodo di sei anziché 4 mesi per calcolare l’orario settimanale medio) e che con buone probabilità sarebbero quindi contestati in sede europea. Vista anche la prossimità delle elezioni politiche, si intuisce come il governo precedente di centro-destra abbia preferito rimandare al dopo elezioni la risoluzione di tale questione che, seppur non riceva grande attenzione nel dibattito pubblico e mediatico, è senz’altro assai delicata per gli operatori del settore (specialmente per le conseguenze legate alla non applicazione ai lavoratori autonomi).

In secondo luogo, l’implementazione del direttiva è solo uno dei tanti punti critici da risolvere per migliorare il funzionamento del settore dell’autotrasporto. Nel protocollo d’intesa firmato dall’attuale governo di centro-sinistra con le associazioni imprenditoriali lo scorso febbraio, sono individuati una serie di misure da adottare per ‘intraprendere un percorso di razionalizzazione, di strutturazione e di crescita dimensionale delle imprese del settore’. A tal fine, si legge nell’intesa, ‘saranno sviluppate forme di multimodalità, con processi di aggregazione ed integrazione tra imprese, anche a livello intersettoriale, e verrà dato impulso alle operazioni di trasporto e ad una più efficace applicazione delle tecniche di logistica nella movimentazione delle merci’. Nello stesso documento si legge che il Governo considera la riforma del settore dell’autorasporto tra le priorità della propria azione. L’attenzione al settore dunque c’è e l’implementazione delle direttiva sull’orario di lavoro è all’ordine del giorno, ma i problemi da risolvere sono molti e i tempi potrebbero dilungarsi ulteriormente (il termine per l’approvazione del relativo decreto legislativo è al momento fissata per il settembre 2007).

6. Length and format

The responses of the national centres should be no longer than 2,500 words.

7.Timing

The deadline for the submission of national contributions is 27 February.

Edoardo Della Torre, Ires Lombardia

Ultimo aggiornamento di questa pagina: 20 Dicembre, 2007
About this document
  • ID: IT0704039QIT
  • Author: Edoardo Della Torre
  • Institution: Ires Lombardia
  • Country: Italy
  • Language: IT
  • Publication date: 20-12-2007
  • Sector: Transport and Storage