Final questionnaire for the EIRO CAR on ‘Italy: Developments in social partner organisations: employer organisations’
Clausola di esclusione della responsabilità: queste informazioni sono rese disponibili come servizio al pubblico, ma non sono state curate dalla Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro. La responsabilità del contenuto è unicamente dell’autore/degli autori.
Il sistema di rappresentanza degli interessi imprenditoriali in Itala è molto articolato e, nonostante le riforme organizzative e le fusioni avvenute negli ultimi anni, non sembra destinato a semplificarsi in modo sostanziale in tempi brevi. Il sistema è incentrato sul ruolo che le associazioni ricoprono nei diversi livelli della contrattazione collettiva, ma negli ultimi anni è cresciuta molto l’offerta di servi legati allo sviluppo del business e la capacità delle associazioni di fare lobby presso le istituzioni politiche. La presenza femminile nei vertici associativi aumenta e si sviluppano nuove forme di associazione legate all’imprenditoria femminile e immigrata.
QUESTIONNAIRE
1. National ‘peak’ employer organisations
1.1 Please list all the national ‘peak’ employer organisations in your country (see the background note for definitions of ‘employer organisation’ and ‘national peak employer organisation’ and for the private/public scope of this study). For each organisation, give a brief summary of
a) its constituency
b) its membership structure
c) its size
d) its nature
La rappresentanza degli imprenditori in Italia è molto articolata. Di seguito la lista delle National Peak Employer Organizations (NPEO).
| NPEO | Constituency | Membership Structure | Size | Nature |
| Confederazione Generale dell'Industria Italiana, CONFINDUSTRIA | Tutte le imprese manifatturiere e dei servizi | Adesione attraverso le associazioni territoriali e le federazioni di settore | 18 organizzazioni regionali 103 associazioni territoriali 22 federazioni settoriali 96 associazioni di categoria 3 federazioni di scopo 135.320 imprese 4,954 milioni di addetti 3% delle imprese presenti in Italia (a) 46% degli addetti dipendenti presenti in Italia (b) | Rappresentanza + servizi alle imprese |
| Confederazione italiana della piccola e media industria, CONFAPI | Piccole e medie imprese manifatturiere | Le imprese aderiscono a Confapi attraverso le organizzazioni territoriali e le unioni di categoria | 93 sedi territoriali e distrettuali 13 federazioni regionali 4 associazioni regionali 9 unioni nazionali di categoria 2 associazioni nazionali di categoria 50.000 imprese associate 1.000.000 occupati 1% delle imprese fino a 250 addetti (c) 12% degli addetti (c) | Rappresentanza + servizi alle imprese |
| Confederazione Generale Italiana del Commercio e del Turismo, CONFCOMMERCIO | Tutte le imprese del commercio, turismo e servizi | Le imprese aderiscono attraverso le organizzazioni territoriali e di categoria | 104 organizzazioni provinciali 20 unioni regionali 146 organizzazioni nazionali di categoria 820.000 imprese associate 24% delle imprese non industriai (c) n. di addetti non disponibile | Rappresentanza + servizi alle imprese |
| Confederazione italiana esercenti attività commerciali, turistiche e dei servizi, CONFESERCENTI | Piccole e medie imprese del commercio turismo, servizi e artigianato | Le imprese aderiscono a Confesercenti attraverso le organizzazioni territoriali e di categoria | 135 organizzazioni territoriali 60 associazioni territoriali 270.000 imprese associate 800.000 occupati 8% delle imprese non industriali che occupano fino a 250 addetti (c) 9% degli addetti delle imprese non industriali che occupano fino a 250 addetti (c) | Rappresentanza + servizi alle imprese |
| Confederazione Generale Italiana dell’Artigianato, CONFARTIGIANATO | Imprese artigiane | Le imprese aderiscono a Confartigianato attraverso le associazioni territoriali. | 120 associazioni territoriali 20 federazioni regionali 12 federazioni di categoria 74 gruppi di mestiere 521.000 imprese associate 35% delle imprese artigiane (d) n. di addetti non disponibile | Rappresentanza + servizi alle imprese |
| Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa, CNA | Imprese artigiane | L’adesione al sistema CNA è unico e dà luogo automaticamente all’inquadramento nelle CNA Provinciali di riferimento e alle altre articolazioni del sistema CNA. | 19 CNA regionali 108 CNA provinciali 10 unioni settoriali nazionali 650.000 imprese associate 43% delle imprese artigiane (d) n. di addetti non disponibile | Rappresentanza + servizi alle imprese |
| Confederazione delle Libere Associazioni Artigiane Italiane, CLAAI | Imprese Artigiane | L’adesione al sistema CLAAI dà luogo automaticamente all’inquadramento nelle associazioni territoriali di riferimento e alle altre articolazioni del sistema CLAAI | più di 100 associazioni territoriali n. di imprese associate non disponibile n. di addetti non disponibile | Rappresentanza + servizi alle imprese |
| Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti, COLDIRETTI | Imprese agricole | Le imprese aderiscono sia direttamente sia tramite le Federazioni | 18 federazioni regionali 98 federazioni provinciali 568.000 imprese agricole associate 52% delle imprese agricole italiane (e) | Rappresentanza + servizi alle imprese |
| Confederazione Generale dell’Agricoltura Italiana, CONFAGRICOLTURA | Imprese agricole | Le imprese aderiscono attraverso le organizzazioni territoriali e di categoria | 18 federazioni regionali 95 federazioni provinciali n. di imprese associate non disponibile circa 66% delle imprese agricole italiane (e) più di 500.000 occupati | Rappresentanza + servizi alle imprese |
| Confederazione Italiana Agricoltori, CIA | Imprese agricole | Adesione diretta | 417 sedi zonali permanenti Numero di associazioni di categoria non disponibile 300.000 imprese agricole | Rappresentanza + servizi alle imprese |
| Confederazione Cooperative Italiane, CONFCOOPERATIVE | Imprese cooperative | Le imprese aderiscono sia direttamente sia tramite le unioni territoriali e le federazioni nazionali | 22 unioni regionali 81 unioni provinciali 7 unioni interprovinciali. 8 federazioni nazionali 19.906 imprese cooperative 506.542 occupati 40% delle imprese cooperative (c) 52% degli addetti delle imprese cooperative (c) | Rappresentanza + servizi alle imprese |
| Lega nazionale delle Cooperative e mutue, LEGACOOP | Imprese cooperative | Adesione diretta | numerose sedi regionali e provinciali 11 associazioni nazionali di settore n. di imprese associate non disponibile 414.383 occupati 43% degli addetti delle imprese cooperative (c) | Rappresentanza + servizi alle imprese |
| Unione Nazionale Cooperative Italiane, UNCI | Imprese cooperative | Adesione diretta | Numerose sedi territoriali 7.825 imprese cooperative 16% delle imprese cooperative (c) 129.301 occupati 14% degli addetti delle imprese cooperative (c) | Rappresentanza + servizi alle imprese |
| Associazione Generale Cooperative Italiane, AGCI | Imprese cooperative | Adesione diretta che dà diritto all’inquadramento nelle associazioni territoriali e alle associazioni nazionali di settore di riferimento | numerose sedi regionali e provinciali 7 associazioni nazionali di settore 6.427 imprese cooperative 13% delle imprese cooperative (c) 66.500 occupati 7% degli addetti delle imprese cooperative (c) | Rappresentanza + servizi alle imprese |
(a) Sono considerate le imprese individuali, le società di persone e le società di capitali, come risultano dall’Archivio statistico delle imprese attive, dell’Istat, anno 2007.
(b) Sono considerati gli addetti alle dipendenze di imprese individuali, società di persone e società di capitali, come risultano dall’Archivio statistico delle imprese attive, dell’Istat, anno 2007.
(c) la proporzione è calcolata sulla base dei dati dell’Archivio statistico delle imprese attive dell’Istat, anno 2007.
(d) la proporzione è calcolata sulla base dei dati del Registro delle Imprese di Unioncamere (Unione delle Camere di Commercio Italiane).
(e) dati Coldiretti.
1.2 What changes have there been since the start of 2003 in the structure of national ‘peak’ employer organisations? Please indicate reasons for any changes noted.
Negli ultimi sei anni la struttura delle associazioni di rappresentanza degli imprenditori non ha subito cambiamenti formali, nel senso che le NPEO attive in Italia sono le stesse del 2003. Si possono però individuare alcuni trend di fondo molto importanti e significativi, perché destinati a ricoprire sempre più importanza nei prossimi anni.
In primo luogo, Confindustria, ossia la più importante e influente associazione imprenditoriali italiana, ha allargato in modo significativo il proprio bacino associativo da una base prevalentemente manifatturiera ad una presenza sempre più consistente di imprese dei servizi. In particolare, la base associativa di Confindustria si è allargata verso i settori dei servizi avanzati alle imprese, del turismo, della sanità privata. Questa linea di tendenza rispecchia i cambiamenti che il tessuto produttivo italiano sta registrando; nonostante l’Italia si caratterizzi ancora come un’economia industriale, i dati degli ultimi anni mostrano che l’economia dei servizi sta acquistando sempre più peso. Negli ultimi anni sono entrate in Confindustria anche pezzi importanti del mondo delle utilities pubbliche (ENEL, ENI, Poste Italiane, Alitalia, Telecom) e proprio dal giugno 2009 il Presidente di ENI, Alberto Meomartini, è il nuovo Presidente di Assolombarda, la più importante associazione territoriale di Confindustria
Riguardo all’attività delle NPEO, stante che la funzione principale è ancora quella della rappresentanza contrattuale, negli ultimi anni si registra un ampliamento dell’offerta dei servizi messi a disposizione dei propri associati. Dalla tradizionale assistenza gestionale (normativa, fiscale, sindacale, etc) l’offerta si sta allargando sempre più ai servizi legati allo sviluppo del business imprenditoriale (internazionalizzazione e nuovi mercati, finanza, trasferimento tecnologico, etc.).
Riguardo ai tipi specifici di imprese, seppur non ci siano stati ancora atti formali, negli ultimi tempi si parla sempre più di una fusione tra due maggiori associazioni, Legacoop (politicamente vicina alla sinistra) e Confcooperative (di area cattolica). Nel 2007 il congresso di Legacoop ha ribadito l'obiettivo strategico di un corso unitario e nel 2008 l’assemblea nazionale di Confcooperative ha confermato questa direzione. I nodi da affrontare per la fusione sono molti, a partire rapporto tra piccole e grandi cooperative nelle strategie di rappresentanza; , infatti, negli ultimi anni Legacoop si è concentrata maggiormente sulla crescita dimensionale e sulle grandi imprese cooperative, mentre Confcooperative ha promosso maggiormente le medio-piccole, promuovendo strumenti di integrazione di secondo livello (come i consorzi). Se la fusione dovesse realmente realizzarsi, il nuovo soggetto rappresentativo conterà quasi un milione di occupati, per un fatturato di oltre 110 miliardi di euro (Fonte: Corriere Economia).
1.3 What is the collective bargaining role of each peak organisation listed in 1.1? Has there been any change in this area since the start of 2003 and, if so, why?
La contrattazione collettiva è la principale funzione svolta dalle associazioni imprenditoriali italiane. Dal 2003 il ruolo delle NPEO in questo campo non è cambiato e si caratterizza ancora per il fatto che tutte le NPEO svolgono contrattazione al livello interconfederale, mentre a livello settoriale alcune NPEO sono coinvolte direttamente, mentre altre invece solo indirettamente attraverso le Federazioni o Associazioni di settore.
| NPEO | Contrattazione collettiva diretta | Coordinamento della contrattazione collettiva | Assistenza e informazione sulla contrattazione collettiva |
| Confindustria | sì, a livello interconfederale | sì | sì |
| Confapi | sì, a livello interconfederale | sì | sì |
| Confcommercio | sì, a livello interconfederale e settoriale | sì | sì |
| Confesercenti | sì, a livello interconfederale e settoriale | sì | sì |
| Confartigianato | sì, a livello interconfederale | sì | sì |
| Cna | sì, a livello interconfederale | sì | sì |
| Claai | sì, a livello interconfederale e settoriale | sì | sì |
| Coldiretti | sì, a livello interconfederale e settoriale | sì | sì |
| Confagricoltura | sì, a livello interconfederale e settoriale | sì | sì |
| Cia | sì, a livello interconfederale e settoriale | sì | sì |
| Confcooperative | sì, a livello interconfederale | sì | sì |
| Legacoop | sì, a livello interconfederale | sì | sì |
| Unci | sì, a livello interconfederale e settoriale | sì | sì |
| Agci | sì, a livello interconfederale | sì | sì |
1.4 What involvement does each of the peak organisations listed in 1.1 have in tripartite and/or bipartite consultations? Has there been any change in this area since the start of 2003 and, if so, why?
Le NPEO elencate esprimono almeno un proprio rappresentante presso il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL) e fanno parte di diverse commissioni ministeriali, governative e amministrative. Le principali NPEO sono inoltre coinvolte sistematicamente in processo di consultazione da parte del Governo su vari argomenti legislativi (principalmente legati alle politiche industriali e del lavoro).
1.5 What, briefly, is the role of each of the peak organisations listed in 1.1, other than in the areas referred to in 1.3 and 1.4? Has there been any change in this area since the start of 2003 and, if so, why?
Negli ultimi anni si assiste ad una accentuazione del ruolo di lobby e rappresentanza delle principali NPEO presso le istituzioni politiche. L’impressione che se ne trae è che, indipendentemente dal colore politico dei Governi che si sono succeduti, le associazioni imprenditoriali (e specialmente di Confindustria) abbiano acquistato sempre più influenza nel processo di policy-making sia a livello nazionale sia a livello territoriale.
Molte NEPO (incluse quelle che tutelano le cooperative e gli artigiani) hanno inoltre creato società collegate volte a fornire servizi ai propri associati, ad esempio in termini di offerta di attività formative e di agevolazioni per l’acceso al credito.
1.6 Is there any evidence of change since 2003 in the composition of the leaderships of the organisations listed in 1.1, in terms of the representation of women, people from ethnic minorities, nationals of other countries etc.
Per ragioni di spazio non è possibile analizzare tutti i cambiamenti di leadership che ci sono stati tra il 2003 e il 2009 nelle NPEO elencate al punto 1.1, ci limiteremo quindi alle due principali (Confindustria e Confcommercio).
In Confindustria si sono registrati due cambiamenti importanti: da un lato, nel 2004 l’associazione è passata da un presidente espressione delle piccole e medie imprese, Antonio D’Amato, ad un presidente espressione delle grandi imprese, Luca di Montezemolo (IT0804029I), ; dall’altro, nel 2008 a Luca di Montezomolo è succeduta Emma Marcegaglia (IT0804029I), prima donna nella storia a guidare l’associazione. Il peso delle donne in Confindustria è cresciuto anche grazie alla nomina a Presidente dei Giovani Imprenditori di Federica Guidi.
Dal punto di vista organizzativo, sotto la guida di Montezemolo, Confindustria ha avviato un processo di “modernizzazione del sistema associativo” volto ad ottimizzare i costi di gestione e rendere più efficace l’azione di rappresentanza delle imprese, anche attraverso fusioni e accorpamenti delle strutture settoriali e territoriali.
In Confcommercio nel 2005 è terminato il ciclo, durato dieci anni, della presidenza di Sergio Billè, a cui è succeduto in sostanziale continuità Carlo Sangalli (già presidente dell’Unione delle Camere di Commercio Italiane). Sotto la presidenza Sangalli, nei primi mesi del 2009 ha avviato un processo di cambiamento organizzativo volto a valorizzare il ruolo delle Unioni regionali e delle Federazioni di settore, anche attraverso politiche di bilancio. Il processo prevede anche la revisione della composizione degli Organi della Confederazione al fine di assicurarne la più equilibrata rappresentatività territoriale, categoriale e settoriale.
2. Sectoral employer organisations
2.1 Please give a brief summary of the sectoral structure of employer representation in your country (see the background note for definition of ‘sectoral employer organisation’).
Le organizzazioni di settore in Italia sono moltissime ed è quasi impossibile indicare il numero preciso e tanto più descriverle singolarmente. Infatti, ciascuna delle NPEO indicate sopra ha tra i propri aderenti Federazioni e Associazioni di settore che rappresentano le imprese di uno o più specifici comparti produttivi. Normalmente alle Federazioni di settore aderiscono le Associazioni di settore, che rappresentano sotto-comparti specifici della categoria merceologica di riferimento della Federazione. Ad esempio, Confindustria conta 22 Federazioni settoriali e 96 associazioni di categoria, Confcommercio 146 organizzazioni nazionali di categoria, Confartigianato 12 federazioni di categoria e 74 gruppi di mestiere, Legacoop 11 associazioni nazionali di settore (i dati dettagliati per ciascuna NPEO sono riportati al punto 1.1).
Dal punto di vista delle relazioni industriali, la più importante organizzazione di settore in Italia è la Federazione Sindacale dell’Industria Metalmeccanica Italiana (FEDERMECCANICA), che aderisce alla Confindustria. Rispetto alle altre organizzazioni settoriali, Federmeccanica ha la peculiarità che le aziende non vi aderiscono direttamente (o tramite associazioni sotto-settoriali), ma attraverso le associazioni territoriali di Confindustria. Alla Federmeccanica aderiscono quindi 103 Gruppi di aziende metalmeccaniche costituiti nell'ambito delle rispettive Associazioni Industriali Territoriali, per un totale di 12.000 imprese che occupano più di 900 mila addetti (pari rispettivamente al 10% delle imprese e al 65% degli addetti del settore; le proporzioni sono calcolate sulla base dei dati dell’Archivio statistico delle imprese attive dell’Istat, anno 2007).
Anche le NPEO che rappresentano tipologie specifiche di imprese hanno al loro interno diverse organizzazioni di settore: Confapi, ad esempio, ne ha 11, Confcooperative 8 e Agci 5.
Vi sono poi alcune importanti organizzazioni nazionali di settore che non aderiscono a nessuna delle NPEO elencante sopra. Esse sono:
- l’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici – ANIA, che rappresenta le imprese del settore assicurativo. Conta complessivamente 193 imprese associate, pari al 91% del mercato assicurativo in termini di premi;
- l’Associazione Bancaria Italiana - ABI, che rappresenta le imprese del settore bancario;
- la Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica – CONFETRA, che rappresenta le imprese dei settori del trasporto, della spedizione, della logistica e del deposito delle merci;
- la Federazione Italiana Editori Giornali – FIEG, alla quale aderiscono le aziende editrici di giornali quotidiani e periodici, le agenzie nazionali di stampa e alcune associazioni di settore (distributori, stampatori, etc).
2.2 What changes have there been since the start of 2003 in the structure of sectoral employer organisations? Please indicate reasons for any changes noted.
Dal 2003 a oggi sono state numerose le fusioni e gli accorpamenti settoriali che hanno caratterizzato le strutture organizzative delle associazioni imprenditoriali settoriali, con l’obiettivo comune di rafforzare la capacità dei rappresentare gli interessi delle imprese associate. In alcuni casi tali fusioni hanno portato alla creazione di nuovi soggetti rappresentativi. Di seguito si riportano alcuni esempi dei casi riscontrati.
Il primo caso riguarda una delle principali associazioni di settore italiane, ossia quella delle imprese tessili e dell’abbigliamento. Dal 1975 tali imprese erano rappresentate dalla Federazione fra le Associazioni delle Industrie Tessili e Abbigliamento (FEDERTESSILE, aderente a Confindustria); essa si componeva di 7 associazioni di categoria che rappresentavano i diversi sotto-settori del comparto. Successivamente le sette associazioni sono state accorpate in due organizzazioni (Sistema Moda Italia e Associazione Tessile Italiana) e l’attività di Federtessile è cessata. Nel 2005 le due organizzazioni sono state aggregate e nel 2007 il nuovo soggetto ha assunto la denominazione di Sistema Moda Italia – Federazione Tessile e Moda (SMI).
Sempre in Confindustria, nel 2006 la rappresentanza delle imprese dei servizi avanzati è stata unificata con la fusione delle due federazioni delle imprese dell’ICT e del Terziario Avanzato (rispettivamente Federcomin e FITA).Il nuovo soggetto è Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici e conta 51 associazioni di categoria e 62 sezioni territoriali.
Interessante anche il caso delle associazioni delle agenzie per il lavoro, che fino a qualche anno fa erano tre (Apla, Confinterim e Ailt, di cui solo quest’ultima aderente a Confindustria). Nel 2006 le tre associazioni si sono unificate in Assolavoro, che aderisce a Confindustria e riunisce 62 agenzie che costituiscono il 98% del fatturato complessivo legato alla somministrazione di lavoro (Fonte:Assolavoro). Nel 2008 durante le trattative con le organizzazioni sindacali per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionali di Lavoro (CCNL) dei lavoratori in somministrazione, le agenzie di piccole dimensioni hanno deciso di uscire da Assolavoro e fondare una nuova associazione, Alleanza Lavoro, in grado di meglio rappresentare i loro interessi. Alleanza lavoro conta oggi 12 agenzie associate e non è affiliata a nessuna NPEO.
2.3 What is the collective bargaining role of national sectoral employer organisations?
Le organizzazioni settoriali affiliate alle NPEO sono normalmente firmatarie dei CCNL di settore, anche se in alcuni casi sono direttamente le NPEO a firmare il contratto (vedi tabella al punto 1.3). A loro volta le organizzazioni di settore possono firmare i CCNL o direttamente o attraverso le associazioni che vi aderiscono in rappresentanza di specifici sotto-comparti del settore. In ogni caso le organizzazioni settoriali di livello più alto svolgono attività di coordinamento della contrattazione verso i livelli più bassi e quelli territoriali. Normalmente nella stipula dei contratti e degli accordi aziendali le imprese associate sono accompagnate dalle associazioni territoriali, non da quelle di categoria.
Anche le organizzazioni settoriali non affiliate alle NPEO firmano i contratti collettivi dei rispettivi settori.
In alcuni settori le organizzazioni settoriali offrono attività di assistenza e informazione, anche se normalmente sono i livelli territoriali a fornire tali tipologie di servizi.
2.4 Has there been any change in the collective bargaining role of national sectoral employer organisations since the start of 2003. Please indicate reasons for any changes noted.
Così come il quadro della rappresentanza, anche quello della contrattazione collettiva italiana è molto articolato. In Italia esistono più di 50 CCNL di settore ed è quindi molto difficile cogliere tutte le variazioni di metodo e di contenuti che ci sono state. Di seguito ne richiamiamo due.
La prima riguarda la stipula il primo accordo nazionale per regolamentare i contratti di collaborazione nei call center in outsourcing. L’accordo è stato firmato tra Assocallcenter (che riunisce le aziende del settore e aderisce a Confcommercio) e le organizzazioni sindacali dei lavoratori atipici.
Il secondo riguarda la firma dell’accordo per la riforma degli assetti contrattuali avvenuta nell’aprile del 2009 (IT0904029I), al quale hanno aderito sostanzialmente tutte le associazioni datoriali. Le misure di riforma previste dovrebbero spingere verso il livello aziendale gli equilibri del sistema contrattuale italiano, con un conseguente maggiore peso delle associazioni territoriali (a cui fa capo normalmente la contrattazione aziendale) a svantaggio delle associazioni di settore. L’accordo ha carattere sperimentale e non è stato firmato dalla CGIL, e dunque non è facile prevedere quali effetti avrà, ma questo rappresenta certamente un terreno di cambiamento importante su cui stanno lavorando le associazioni imprenditoriali.
2.5 Briefly, aside from bargaining, what other roles do national sectoral employer organisations play? Has there been any change in this area since the start of 2003 and, if so, why?
Non ci risultano cambiamenti significativi in questo senso.
2.6 Is there any evidence of change since 2003 in the composition of the leaderships of sectoral employer organisations, in terms of the representation of women, people from ethnic minorities, nationals of other countries etc.
Non ci risultano cambiamenti significativi in questo senso.
3. Other employer organisations
3.1 Are there other levels of employer organisation (other than national peak organisations and national sectoral organisations) that have an important role in industrial relations in your country? Examples might include regional or province-level organisations, either sectoral or cross-sectoral. If so, please give brief details of their structure and role and indicate if there has been any change since the start of 2003.
Oltre alle NPEO e alle organizzazioni settoriali, in Italia un ruolo importante nelle relazioni industriali è ricoperto alle associazioni provinciali delle imprese, e in particolare di quelle affiliate alle NPEO.
Normalmente le associazioni provinciali si occupano sia della contrattazione e delle vertenze aziendali e territoriali, sia dell’offerta di servizi agli associati.
Come nel caso delle federazioni di settore, tanto più forti sono le associazioni territoriali (in termini di iscritti) tanto più esse sono in grado di indirizzare le politiche della NPEO a cui aderiscono.
Le associazioni svolgono inoltre anch’esse una intensa attività di lobbyng presso le istituzioni locali, sono presenti in varia commissioni locali ed esprimono propri rappresentante (in funzione del numero dei propri iscritti) presso le Camere di Commercio locali.
Con la recente riforma degli assetti contrattuali, il ruolo delle associazioni territoriali nelle relazioni industriali potrebbe crescere ulteriormente (vedi punto 2.4).
3.2 Have any innovative forms of employer organisation developed in recent years, which represent employers on non-traditional lines (ie, not purely based on sectoral or geographical considerations)? If so, please give details and reasons.
L’imprenditoria femminile è già da alcuni presente nel panorama delle associazioni imprenditoriali italiane, anche se con il ruolo esclusivo di fornitura di servizi e con capacità di lobby piuttosto deboli.
L’Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti d’Azienda (AIDDA), ad esempio, da diversi anni si propone come punto di riferimento e conta oggi 1330 iscritte. Più recentemente, nei primi mesi del 2009 per iniziativa di 16 donne affermate in diversi ambiti professionali è nata l’associazione “We” con l’obiettivo di supportare attività imprenditoriali a prevalente formazione giovanile e femminile nell’area del Mediterraneo .
Qualche iniziativa simile è nata anche all’interno di alcune NEPO. Ad esempio, in Confapi nel 2005 è nato, con obiettivi prevalentemente di lobby, il Gruppo nazionale Donne Imprenditrici.
Qualche iniziativa associativa inizia registrarsi anche tra gli imprenditori immigrati. Nel 2004, infatti, è stata fondata a Milano l’Associazione degli imprenditori immigrati (IMPRENDIM), con l’obiettivo di radicarsi su tutto il territorio nazionale e raggiungere maggiore capacità contrattuale nei confronti di istituzioni, interlocutori sociali e soprattutto banche. Nel 2007 l’associazione si è distinta per l’importante azione di lobby in opposizione alla legge del sindaco di Milano, Letizia Moratti, per regolamentare i phone center. Il fondatore di Imprendim è Otto Bitjoka, camerunese, che nel 1999 ha fondato Ethnoland, società di servizi per gli stranieri.
Commentary
Nonostante i diversi cambiamenti intervenuti, nel periodo 2003-2009 la struttura della rappresentanza collettiva degli imprenditori italiani non ha subito cambiamenti profondi.
Il cambiamento più forte che potrebbe realizzarsi in tempi brevi è forse la fusione in ambito cooperativo tra due maggiori associazioni, Legacoop e Confcooperative. Si tratta tuttavia di una fusione di cui si parla da qualche anno e che, al di là delle dichiarazioni d’intenti, non ha ancora prodotto alcuna azione concreta.
Sempre sulla linea della semplificazione e dell’efficienza della struttura della rappresentanza, le iniziative messe in campo in questi anni dalle NPEO sono senz’altro un buon segnale, ma complessivamente siamo ancora molto lontani dall’avere un sistema di rappresentanza semplificato sui livelli degli altri paesi europei. Tuttavia la struttura delle associazioni degli imprenditori va guardata anche in relazione a quella delle organizzazioni sindacali, anch’essa molto articolate e frammentata. Difficilmente ci potranno essere cambiamenti sostanziali da una parte senza che anche l’altra si muova nella stessa direzione.
Dal punto di vista del ruolo delle associazioni imprenditoriali nella contrattazione collettiva, qualche cambiamento significativo potrebbe essere prodotto dalla citata recente riforma degli assetti contrattuali, sulla praticabilità della quale, tuttavia, permangono alcune ombre.
Infine, due cambiamenti significativi che sembrano potersi rafforzare nei prossimi anni sono la crescita della presenza femminile in ruoli di vertice dell’associazionismo e la sempre più ampia ed approfondita offerta di servizi legati al business per le imprese associate.
Edoardo Della Torre, Università degli studi di Milano