EWCS 2010 - Fattori fisici
Differenze di esposizione ai pericoli fisici tra uomini e donne
La quinta indagine europea sulle condizioni di lavoro rivela che l'esposizione ai pericoli fisici è molto diversa tra donne e uomini. Queste differenze di genere sono rimaste più o meno costanti nel tempo.
È esposto a vibrazioni provocate da utensili o macchinari? (q23a)
Ad esempio, il 33% degli uomini, ma solo il 10% delle donne, è regolarmente esposto a vibrazioni, mentre il 42% degli uomini, ma solo il 24% delle donne, trasporta carichi pesanti. Al contrario, il 13% delle donne, ma solo il 5% degli uomini, solleva o sposta persone nell'ambito del proprio lavoro. Sono simili però le percentuali di uomini e donne che lavorano in posizioni stancanti (48% e 45%, rispettivamente), o che compiono movimenti ripetitivi delle mani o delle braccia (rispettivamente il 64% e il 63%). Tali movimenti costituiscono anche i pericoli fisici più comuni.
"Questo, in parte, è dovuto alla segregazione di genere ancora diffusa in molti settori. Ad esempio, la stragrande maggioranza di lavoratori nel settore edilizio è costituita da uomini, mentre nel settore dei servizi assistenziali sembra essere costituita da donne. Entrambi i settori richiedono uno sforzo fisico, anche se di natura diversa, che spesso prevede il sollevamento o lo spostamento di persone come parte del lavoro", afferma Agnès Parent-Thirion, responsabile del gruppo per le indagini e le tendenze presso Eurofound. "Talvolta, le condizioni lavorative tra uomini e donne variano anche all'interno di uno stesso lavoro. Poiché i bambini, ad esempio, interagiscono in modo diverso con gli uomini rispetto alle donne, le insegnanti di scuola materna finiscono col sollevarli più spesso rispetto ai loro colleghi uomini", aggiunge. Assumendo un'altra prospettiva, è abbastanza interessante notare che i rischi legati alle due posture più comuni sono frequenti sia per gli uomini che per le donne.
Il nuovo strumento di mappatura delle indagini di Eurofound consente di accedere a tutti i dati ottenuti dalla quinta indagine europea sulle condizioni di lavoro, una presentazione grafica utile e interessante degli sviluppi relativi alle condizioni di lavoro tra il 1991 e il 2010.
I pericoli fisici più persistenti che mai
Dalla quinta indagine europea sulle condizioni di lavoro si evince che i lavoratori europei rimangono esposti ai pericoli fisici esattamente come vent'anni fa. Ad esempio, un lavoratore su tre (33%) trasporta carichi pesanti per almeno un quarto dell'orario di lavoro, mentre quasi uno su quattro (23%) è esposto a vibrazioni. Entrambi le quote risultano invariate rispetto al 2000.
In che misura il suo lavoro implica posizioni dolorose o stancanti? (q24a)
Benché molti lavoratori in Europa svolgano ancora mansioni che richiedono un certo sforzo fisico, i pericoli fisici non riguardano solo i lavoratori manuali. Quasi un lavoratore su sei (16%) è esposto a posizioni stancanti (quasi) tutto il tempo e uno su tre (30%) è esposto a queste posizioni per un intervallo di tempo compreso tra uno a tre quarti del proprio orario di lavoro. Inoltre, i movimenti ripetitivi delle mani o delle braccia sono un aspetto tipico del lavoro per un numero maggiore di europei rispetto a dieci anni fa.
"Anche le mansioni proprie di un settore in espansione quale quello dei servizi prevedono un lavoro fisico. Gli addetti alle casse, ad esempio, compiono movimenti ripetitivi per la maggior parte del proprio orario di lavoro", afferma Gijs van Houten, addetto alla ricercatore presso Eurofound. "In tutte le professioni, l'elevata intensità di lavoro potrebbe impedire ai lavoratori l'utilizzo di dispositivi di protezione individuale e di altre attrezzature ergonomiche in grado di alleviare lo sforzo fisico richiesto da un certo tipo di lavoro", prosegue.
Il nuovo strumento di mappatura delle indagini di Eurofound consente di accedere alla maggior parte dei dati ottenuti dalla quinta indagine europea sulle condizioni di lavoro, una presentazione grafica utile e interessante degli sviluppi relativi alle condizioni di lavoro tra il 1991 e il 2010.
