Modificato il Testo Unico per la Sicurezza sul Lavoro

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Il Decreto legislativo 106 del 3 agosto 2009 integra e corregge il decreto legislativo 81/2008 conosciuto come il Testo Unico per la Sicurezza sul Lavoro. Le modifiche investono tutti gli aspetti del precedente decreto, dai sistemi di prevenzione alle sanzioni. Le reazioni sono contrastanti fra i sindacati. Le organizzazioni imprenditoriali approvano il provvedimento e Confindustria, in forte disaccordo con il decreto del 2008, considera l’attuale intervento governativo molto positivamente.

Il 20 agosto 2009 è entrato in vigore il Decreto n. 106, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 3 agosto, che modifica ed integra il decreto n. 81 del 2008, conosciuto come Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro (IT0804039I).

Secondo il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, il nuovo decreto, che si compone di 149 articoli, dovrebbe presupporre un diverso approccio al tema della sicurezza sul lavoro, prestando maggiore attenzione agli interventi preventivi più che a quelli sanzionatori.

Le modifiche più rilevanti del decreto

  • Allo scopo di facilitare la messa in regola delle imprese, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni, il decreto semplifica alcuni adempimenti di carattere formale.
  • Realizza un maggiore coordinamento a livello territoriale fra gli addetti alla vigilanza.
  • Amplia il campo di applicazione delle norme sulla sicurezza ai volontari della croce rossa, delle forze armate e di polizia, ai vigili del fuoco e ai volontari della protezione civile e ai lavoratori delle cooperative sociali.
  • Introduce la “patente a punti” per determinati settori a rischio. La “patente” proverà l’idoneità tecnico-professionale di imprese o lavoratori autonomi sulla base di determinati elementi quali, ad esempio, l’attività di formazione e l’assenza di sanzioni da parte di organi di vigilanza Questo sistema inizierà ad operare nel settore edile. In questo settore, inoltre, la programmazione e la realizzazione della formazione potranno avvenire, ora, anche presso gli enti bilaterali o le casse edili oltre che nelle imprese.
  • Rende possibile agli organismi paritetici, purché abbiano le strutture e le competenze specifiche, di verificare l’adozione e l’efficace attuazione in azienda dei modelli organizzativi aziendali da applicare ai fini antinfortunistici e di rilasciare un’apposita certificazione della quale terranno conto gli organi di vigilanza nel pianificare le proprie attività. L’adozione dei modelli organizzativi da parte delle PMI sarà agevolata da procedure semplificate.
  • In materia di lavoro irregolare, viene prevista la sospensione dell’attività di un’impresa se, al momento di un’ispezione, dovesse risultare presente in azienda un numero di lavoratori irregolari pari o superiore al 20% degli occupati. Il numero di questi ultimi sarà dedotto dai documenti obbligatori che l’azienda è tenuta a presentare. L’attività non sarà sospesa nel caso in cui il lavoratore irregolare sia l’unico dipendente dell’impresa.
  • Permette di effettuare le visite mediche di idoneità alla mansione lavorativa prima dell’assunzione di un lavoratore. Tale possibilità veniva, invece, vietata nel precedente Testo.
  • Introduce e modifica alcune norme su un tema che aveva costituito una delle più importanti novità del Testo Unico: la revisione della normativa in materia di appalti. Le correzioni, ad esempio, introducono un vincolo alla responsabilità diretta del committente sulle misure di sicurezza applicate dalle ditte appaltatrici. La nuova normativa, infatti, limita tale responsabilità esclusivamente ai casi in cui il committente abbia “la disponibilità giuridica dei luoghi in cui si svolge l’appalto o la prestazione di lavoro autonomo”.
  • Riduce le sanzioni amministrative e penali nell’importo e nella durata. Un forte motivo di dibattito su questo tema è, ad esempio, la parte che rivede i casi in cui la pena dell’arresto può essere sostituita con una sanzione amministrativa. Il nuovo testo si allinea al vecchio nel prevedere che il giudice possa sostituire la pena con una sanzione amministrativa se l’imputato avrà rimosso tutte le fonti di rischio ma ne modifica le eccezioni.

Reactions

Secondo la Confederazione Generale dell’Industria Italiana, CONFINDUSTRIA il decreto rappresenta “un passo avanti”, soprattutto nel passare da un provvedimento meramente sanzionatorio, quale era il Testo Unico, ad uno che presta maggiore attenzione alla prevenzione, formazione ed informazione.

Secondo Fulvio Giacomassi, segretario confederale della Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori, CISL si apre “una nuova stagione” nella quale “le norme vigenti diventano azioni di intervento utili”. Giacomassi apprezza molti aspetti del provvedimento, come ad esempio l’introduzione della patente a punti, ma sottolinea il fatto che sia stato disatteso il parere negativo dell’organizzazione nei riguardi delle modifiche apportate alle sanzioni.

Paolo Carcassi, segretario confederale dell’Unione Italiana del Lavoro, UIL, valuta positivamente l’impianto complessivo del provvedimento ma considera in “controdendenza l’indebolimento del sistema sanzionatorio”.

Secondo Paola Agnello Modica, segretaria confederale della Confederazione Generale Italiana del Lavoro, CGIL, il governo “continua la sua azione di riduzione dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, addirittura nel fondamentale ambito della salute e sicurezza sul lavoro”. Le critiche vanno dalla modifica alle sanzioni alla visita prima dell’assunzione svolta dal medico aziendale. La Cgil si dichiara contraria al decreto le cui modifiche vanno nella direzione del “rafforzamento dei poteri dei datori di lavoro a scapito dei lavoratori e loro rappresentanti”.

Vilma Rinolfi, Cesos

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