Chimici: firmato unitariamente il rinnovo del contratto di settore

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L’ipotesi di accordo per il settore chimico e farmaceutico è stata stipulata nel mese di dicembre 2009 dai tre sindacati confederali e dalle associazioni datoriali Federchimica e Farmindustria. Oltre ad un aumento salariale medio complessivo di circa 150 euro, il contratto prevede l’allungamento della vigenza contrattuale e introduce novità in materia di welfare contrattuale, orario di lavoro e mercato del lavoro.

Background

È stata siglata il 18 dicembre scorso, a Milano, da Filcem Cgil, Femca Cisl, Uilcem Uil, Federchimica e Farmindustria l’ipotesi di rinnovo per il contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) del settore chimico-farmaceutico, in scadenza il 31/12/2009. Il nuovo contratto si riferisce al triennio che va dal 1 gennaio 2010 al 31 dicembre 2012 e interessa oltre 200mila lavoratori, impiegati in più di 1.700 imprese, il 90% delle quali piccole e medie.

L’accordo è stato raggiunto unitariamente dalle tre sigle sindacali più rappresentative nel settore, nonostante le trattative fossero partite sulla base di tre piattaforme contrattuali distinte (ciascuna federazione di categoria ne aveva presentata una). Si tratta, quindi, di un ulteriore accordo raggiunto unitariamente, dopo quello del settore alimentare (IT0910029I) e del settore delle telecomunicazioni (IT0911019I), che sana la divisone tra i tre sindacati avvenuta a gennaio 2009 con il rifiuto della Cgil di sottoscrivere l’accordo sulla modifica del modello contrattuale (IT0902059I).

Oltre all’allungamento della vigenza del contratto, per la parte economica, da 2 a 3 anni (così come previsto dal nuovo accordo sul modello contrattuale (IT0902059I)), il contratto prevede delle novità per quanto riguarda sia gli aspetti economici, sia quelli normativi.

Gli aumenti economici

Quanto alla parte economica, l'intesa prevede un aumento medio complessivo di 150 euro lordi mensili, di cui 135 euro distribuiti sui minimi contrattuali. Gli aumenti saranno erogati in tre tranches: dal 1 gennaio 2010 verranno erogati 38 euro in più; dal 1 gennaio 2011, 48 euro; dal 1 gennaio 2012, 49 euro. Ciò significa che nel triennio 2010-2012 l’aumento retributivo sarà pari a 3.626 euro.

Altri incrementi contrattuali di rilievo sono previsti per i lavoratori in turno continuo, la cui indennità viene rivalutata di 1 euro, e per i quadri, la cui l’indennità di funzione passa da 172 euro a 190 sale per gli inquadramenti più alti e da 90 euro a 100 per gli altri.

Per quanto riguarda gli aumenti salariali legati alla contrattazione di 2° livello, l’accordo modifica la soglia dimensionale delle imprese (dai precedenti 100 agli attuali 70 dipendenti) che possono usufruire del premio di partecipazione (quello che nel precedente contratto era il premio di risultato) e incrementata l'indennità sostitutiva di 2 euro/mese (che passa dagli attuali 24 a 26 euro/mese) per quelle aziende che non fanno contrattazione integrativa aziendale.

Gli aspetti normativi

Anche nella parte normativa il nuovo contratto prevede delle innovazioni rispetto al passato.

  • Per quanto riguarda il cosiddetto ‘welfare contrattuale’, l'ipotesi di accordo prevede che le imprese versino a Fonchim (il fondo di previdenza complementare del settore, più di 163.000 gli aderenti, pari a quasi il 90% degli addetti) 10 euro (0,45%) in più per le prestazioni previdenziali, mentre in Faschim (il fondo integrativo sanitario del settore con 116.000 iscritti) si ridurrà del 50% l'attuale quota versata dai lavoratori iscritti (da 6 a 3 euro). Inoltre si prevede l'estensione sperimentale di Welfarma (il tavolo di concertazione permanente sulla crisi, istituito inizialmente nel settore farmaceutico) a tutto il settore coperto dal contratto.
  • Per quanto riguarda gli aspetti legati al mercato del lavoro, l’ipotesi di accordo stabilisce l'allungamento del periodo di prova per i giovani di prima occupazione, a fronte di un impegno delle aziende per l’inserimento a tempo indeterminato degli stessi lavoratori.
  • Il contratto stabilisce, inoltre, l’aumento dell’orario di lavoro settimanale da 37,45 a 38 ore (1,5 giornate lavorative in più all’anno). L’aumento dell’orario lavorativo è stato accettato dai sindacati in cambio di un piano straordinario sulla formazione, di seguito illustrato.
  • In materia di formazione continua, il contratto definisce un piano straordinario di intervento rivolto particolarmente ai lavoratori in cassa integrazione e mobilità (oltre 50.000 solo negli ultimi mesi). Il piano prevede azioni formative mirate e diversificate secondo le esigenze specifiche di lavoratori e imprese (formazione in ingresso, addestramento, formazione continua, formazione congiunta).
  • Infine, una novità di rilievo è costituita dall’abolizione degli scatti automatici di anzianità. Ovvero quegli aumenti retributivi automatici che, fino al precedente contratto, venivano erogati in relazione all’anzianità di servizio dei lavoratori.

La reazione delle parti sociali

È proprio sull’abolizione degli scatti di anzianità che si sono concentrate le reazioni positive delle parti datoriali. Federchimica e Farmindustria, infatti, hanno commentato favorevolmente l’abolizione ‘dell’ultimo, ormai desueto, automatismo contrattuale’. Secondo le associazioni datoriali, ‘l’operazione non ha precedenti nella contrattazione collettiva settoriale, ed ha notevole valenza politica ed economica. Contribuisce inoltre a rendere più europea la busta paga settoriale’.

Quanto alle reazioni sindacali, queste si sono concentrate maggiormente sugli aspetti retributivi e sulla formazione. ‘Il sindacato – hanno commentato Alberto Morselli, Sergio Gigli, Romano Bellissima, rispettivamente segretari generali di Filcem-Cgil, Femca-Cisl, Uilcem-Uil – ha risposto alle controparti, che avrebbero voluto seccamente aumentare l’orario di lavoro, convincendo gli imprenditori ad investire in un progetto di formazione continua delle risorse umane.

Quanto agli aumenti retributivi, Alberto Morselli, segretario generale della Filcem-Cgil sottolinea come questi siano più elevati di quelli previsti secondo l’indice pattuito nel modello contrattuale firmato da Cisl e Uil a gennaio 2009 (IT0902059I), ‘l'indice previsto nell'accordo separato è superato nei fatti – sostiene Morselli - prova ne è che Federchimica e Farmindustria, in ossequio a quell'accordo, avevano proposto un aumento pari a 102,50 euro, mentre portiamo a casa un aumento medio complessivo di 150,00 euro’.

Questa è in sintesi anche la motivazione per cui la Cgil, che non ha sottoscritto l’accordo sul modello contrattuale, sta invece procedendo alla firma di diversi accordi di settore.

Cristina Tajani, Fondazione Seveso

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