Transizioni lavorative e mobilità occupazionale in Europa: l’impatto della grande recessione

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Lo studio analizza lo stato dell’occupazione e la mobilità occupazionale in Europa prima e dopo la crisi finanziaria del 2008, con l’obiettivo di individuare i legami fra le transizioni lavorative a livello individuale e gli sviluppi che hanno interessato l’intero mercato del lavoro durante la crisi, quali l’impennata della disoccupazione e il fenomeno della polarizzazione delle strutture occupazionali. L’analisi mette a confronto sei paesi europei rappresentativi di differenti assetti istituzionali (Francia, Italia, Polonia, Regno Unito, Spagna e Svezia), esaminando le transizioni delle rispettive popolazioni in età lavorativa da e verso condizioni di inattività, di disoccupazione e di occupazione (in base a cinque categorie retributive). Lo studio mira a comprendere meglio quanto è accaduto ai lavoratori che hanno perso il loro impiego durante la recessione, al di là delle statistiche generali sulla disoccupazione. Hanno trovato un altro lavoro e, in tal caso, si tratta di un impiego meglio o peggio retribuito? La crisi ha influenzato le opportunità di mobilità occupazionale ascendente? I risultati dello studio dimostrano che i paesi considerati rientrano in tre categorie distinte basate sul livello di mobilità occupazionale che caratterizza le rispettive economie.

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