In-work poverty in the EU

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05 Settembre 2017
Pubblicato
05 Settembre 2017
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The ‘working poor’ are a substantial group, the latest estimate putting 10% of European workers at risk of poverty, up from 8% in 2007. This report describes the development of in-work poverty in the EU since the crisis of 2008, picking up where an earlier Eurofound report on this subject, published in 2010, ended and looks at what countries have done to combat the problem since. This endeavour is complicated by the policy focus on employment as a route out of poverty, underplaying the considerable financial, social and personal difficulties experienced by the working poor. The increase in non-standard forms of employment in many countries appears to have contributed to rising in-work poverty. The report argues the case for greater policy attention and action on the part of governments, employers and social partners, not only through direct measures associated with both the minimum and living wage, progressive taxation, in-work benefits and social assistance, but also and more importantly through indirect measures such as more flexible working arrangements, housing, upgrading of skills and childcare.

  • Full report

    Number of Pages: 
    66
    Reference No: 
    EF1725
    ISBN: 
    978-92-897-1603-1
    Catalogue: 
    TJ-01-17-772-EN-N
    DOI: 
    10.2806/125135
    Catalogue info

    In-work poverty in the EU

    The ‘working poor’ are a substantial group, the latest estimate putting 10% of European workers at risk of poverty, up from 8% in 2007. This report describes the development of in-work poverty in the EU since the crisis of 2008, picking up where an earlier Eurofound report on this subject, published in 2010, ended and looks at what countries have done to combat the problem since.

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  • Executive summary

    Reference No: 
    EF17251
    Catalogue info

    Povertà lavorativa nell’UE

    Authors: 
    Eurofound

    I “lavoratori poveri” sono un gruppo consistente: secondo le stime più recenti, i lavoratori europei a rischio di povertà sono il 10%, rispetto all’8% nel 2007. Questa relazione descrive l’evoluzione della povertà lavorativa nell’UE a partire dalla crisi del 2008 riprendendo l’analisi dove terminava una precedente relazione sull’argomento pubblicata da Eurofound nel 2010, ed esamina quello che hanno fatto i paesi per combattere questo problema da allora. La situazione è resa più complicata dal fatto che la politica si concentra sull’occupazione come via d’uscita dalla povertà, sottovalutando le notevoli difficoltà finanziarie, sociali e personali dei lavoratori poveri. L’aumento delle forme di lavoro atipiche negli ultimi anni sembra aver contribuito all’aumento della povertà lavorativa. La relazione pone in evidenza l’opportunità di una maggiore attenzione nelle politiche e di un’azione più incisiva da parte di governi, datori di lavoro e parti sociali, non soltanto attraverso misure dirette associate al salario minimo e alla retribuzione minima per vivere, alla tassazione progressiva, alle prestazioni a favore dei lavoratori e all’assistenza sociale, ma anche e soprattutto attraverso misure indirette riguardanti ad esempio modalità di lavoro più flessibili, le politiche della casa, la qualificazione e riqualificazione professionale e la cura dei bambini.

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