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  • Effectiveness of policy measures to increase the employment participation of young people - Executive summary

    In numerosi Stati membri dell’UE il tasso di disoccupazione giovanile ha raggiunto livelli allarmanti. Per affrontare questo problema, è stata attuata una vasta gamma di politiche per l’occupazione giovanile, che agevolano e sostengono i giovani nel percorso attraverso l’istruzione fino all’inserimento nel mondo del lavoro e affrontano questioni di varia natura come l’abbandono scolastico precoce, le transizioni scuola-lavoro e l’occupabilità. Ma quanto sono efficaci tali politiche? Questa relazione esamina i dati disponibili sull’efficacia di 25 politiche contro la disoccupazione giovanile adottate in nove Stati membri e integra tali informazioni con interviste a esperti. Lo scopo è valutare in quale misura i provvedimenti selezionati hanno avuto successo, esaminandone gli esiti, i risultati e l’impatto più ampio. In base ai risultati dello studio si dovrebbe porre maggiore enfasi sullo sviluppo e sulla realizzazione di valutazioni sistematiche, che serviranno a individuare le pratiche migliori, accrescere la partecipazione al mercato del lavoro e l’occupabilità dei giovani e, in ultima analisi, valorizzare il potenziale di ogni giovane.

  • From crisis to recovery: Better informed policies for a competitive and fair Europe - Four-year work programme 2013-2016

    Mentre Eurofound si accinge a intraprendere un nuovo programma di lavoro quadriennale, l’Europa affronta alcune delle maggiori sfi de incontrate fi nora. Le prospettive di sviluppo economico e sociale in Europa e in altre parti del mondo sono sempre meno chiare. Formulate a fronte dell’attuale contesto socio-economico e con questi imperativi fondamentali in primo piano, le priorità del programma rispecchiano chiaramente la sfi da immediata di far fronte alla crisi e l’ambizione a medio termine di compiere dei progressi verso un’Europa competitiva ed equa – ovviamente, sempre con l’aspirazione generale di vedere l’Europa di nuovo «in carreggiata». Basato su oltre trent’anni di ricerca ed esperienza al servizio dei responsabili delle decisioni in Europa – istituzioni UE, governi nazionali e parti sociali – il programma presenta il quadro strategico per il lavoro della Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro nel periodo dal 2013 al 2016.

  • Sustainable work and the ageing workforce - Executive summary

    Ottenere ambienti di lavoro che rendono il lavoro sostenibile nel corso della vita è un aspetto fondamentale per promuovere vite lavorative più longeve. Il presente studio prende in considerazione le dimensioni del lavoro che si sono dimostrate essenziali per la comprensione della sostenibilità del lavoro: condizioni di lavoro, salute fisica e psicologica, la dimensione espressiva del lavoro, la conciliazione tra le ore lavorative e le ore di riposo nonché le condizioni socioeconomiche. Esamina l’influenza di questi fattori sulla percezione della sostenibilità del lavoro da parte dei lavoratori più anziani, prendendo in considerazione le differenze tra lavoratori in termini di età, occupazione e sesso. Inoltre si opera un confronto tra le condizioni lavorative della forza lavoro che invecchia negli Stati membri dell’Unione europea.

  • Work organisation and innovation - Executive summary

    Le innovazioni nell’organizzazione del lavoro hanno il potenziale di ottimizzare i processi di produzione nelle imprese e migliorare l’esperienza professionale complessiva dei dipendenti. Questa relazione esamina i collegamenti tra le innovazioni nell’organizzazione del lavoro - le pratiche di lavoro ad alta prestazione (HPWP) - e i benefici per i dipendenti e le organizzazioni. Essa si basa sull’analisi di studi di casi condotti in 13 Stati membri dell’Unione europea, in cui le innovazioni sul posto di lavoro hanno portato risultati positivi. Le pratiche di lavoro ad alta prestazione, come la gestione snella, il lavoro in équipe, le pratiche di lavoro flessibile, la riprogettazione del posto di lavoro e il coinvolgimento dei dipendenti, sono state quelle più frequentemente associate a un aumento della produttività aziendale, a una qualità più elevata dei servizi e a una riduzione dei costi operativi.

  • Quality of life in Europe: Impacts of the crisis - Executive summary

    Quali fattori determinano la soddisfazione nei confronti della vita, la felicità, il modo in cui valutiamo la nostra situazione sociale e l’ambiente circostante e come sono cambiati tali aspetti con la crisi economica? Per il terzo ciclo del sondaggio europeo sulla qualità della vita sono stati intervistati 35 000 cittadini europei fra tutti gli Stati membri. La presente relazione generale ne illustra i risultati e le tendenze, oltre a dimostrare il carattere evidente e quantificabile degli effetti della recessione. Mentre i livelli generali di soddisfazione per le condizioni di vita non hanno registrato grandi cambiamenti, l’ottimismo sul futuro e la fiducia nelle istituzioni sono diminuiti in modo considerevole nei paesi maggiormente colpiti dalla flessione dell’economia. Inoltre, i gruppi già riconosciuti come vulnerabili – costituiti dai disoccupati di lunga durata, dagli anziani che vivono in Europa centrale e orientale e dai genitori soli – riferiscono i livelli più alti di privazione materiale e d’insoddisfazione per le proprie condizioni di vita.

  • Income from work after retirement - Executive summary

    È sempre più diffuso fra i lavoratori dell'UE accettare un lavoro retribuito dopo il pensionamento. Questa tendenza aggiunge una dimensione importante al dibattito attuale sul prolungamento della vita lavorativa. Agevolare il lavoro dopo il pensionamento per coloro che desiderano lavorare può contribuire alla sostenibilità dei sistemi pensionistici. Il presente studio analizza le motivazioni che inducono i pensionati a cercare un lavoro retribuito e le loro opportunità di trovare un impiego. Esso analizza in che misura il lavoro dopo il pensionamento è legato all'adeguatezza del reddito tra i pensionati. Esamina inoltre i tipi di lavoro retribuito che i pensionati accettano e individua le modalità con cui le aziende cercano di assumere e di trattenere i pensionati. La relazione si conclude con delle raccomandazioni per governi, datori di lavoro e pensionati.

  • ERM report 2012 – After restructuring: labour markets, working conditions and life satisfaction - Executive summary

    La relazione 2012 dell’ERM si concentra sulle conseguenze della ristrutturazione per i dipendenti,esaminando quali dipendenti hanno perso il proprio posto di lavoro agli inizi della crisi economica, quali hanno trovato un nuovo impiego e come la perdita del lavoro e la successiva rioccupazione abbiano influito sulla loro situazione e sul loro grado di soddisfazione di vita. La relazione considera inoltre le ripercussioni sulle condizioni lavorative dei dipendenti che rimangono nell’impresa ristrutturata. È la prima volta che questi due studi – sui dipendenti che hanno perso il lavoro e su quelli che sono rimasti nel luogo di lavoro ristrutturato – sono condotti sulla base di dati comuni e rappresentativi raccolti a livello di Unione europea. La relazione fornisce inoltre una panoramica delle recenti ristrutturazioni, realizzata sulla base della banca dati dell’ERM. Benchè i casi di ristrutturazione con perdite di posti di lavoro siano calati rispetto al picco del 2009, rimangono comunque più numerosi degli annunci di nuovi posti di lavoro. Diversi casi recenti dimostrano l’esistenza di seri problemi nel settore delle energie alternative in Europa, un tempo molto promettente, mentre la relazione evidenzia D che la maggior parte dei nuovi posti di lavoro annunciati di recente è concentrata nel settore alberghiero e del commercio al dettaglio.

  • NEETs - Young people not in employment, education or training: Characteristics, costs and policy responses in Europe - Executive summary

    La crisi economica ha gravemente pregiudicato le prospettive occupazionali delle giovani generazioni e l’occupazione giovanile è ora ai livelli più bassi mai registrati dall’Eurostat. Per cogliere meglio la portata dell’inattività economica tra i giovani è stato sviluppato il concetto di NEET, riferito ai giovani che non studiano e non lavorano. La presente relazione analizza la situazione sul mercato del lavoro dei giovani in Europa, con un occhio di riguardo per il gruppo NEET. Essa esamina i fattori determinanti per l’appartenenza al gruppo NEET e misura i costi economici e sociali dei NEET. Valuta inoltre in che modo gli Stati membri hanno cercato di aiutare i giovani a farsi strada nel mercato del lavoro tramite politiche e interventi.

  • Foundation Focus - Youth in Europe: best days of their lives?

    Il presente numero di Foundation Focus prende in esame i giovani in Europa, e, in particolare, il modo in cui subiscono le ripercussioni della crisi economica. I tassi di disoccupazione giovanile sono sempre stati superiori a quelli complessivi, tuttavia la crisi ha avuto un effetto drammatico sulle prospettive occupazionali dei giovani. La crescita della coorte conosciuta come NEET, acronimo che indica coloro che non svolgono attività lavorative e non seguono studi né formazioni, ne è la testimonianza. Esistono iniziative per contrastare la situazione, ma fino ad ora hanno ottenuto solo alterni successi. La migrazione è una possibilità, ma è utile nel lungo periodo? E quali sono le condizioni di lavoro di coloro che hanno un’occupazione? Che possibilità esistono di acquisire esperienza e svolgere la formazione necessaria per ottenere un lavoro più stabile e a tempo indeterminato?

  • Organisation of working time: implications for productivity and working conditions - Executive summary

    La flessibilità dell’orario di lavoro può migliorare la produttività e le condizioni di lavoro? Secondo i risultati della ricerca condotta da Eurofound, lavoratori e imprese possono trarre vantaggio entrambi da forme innovative di organizzazione dell’orario di lavoro se durante la fase di pianificazione e attuazione hanno luogo negoziazioni adeguate e un opportuno dialogo sociale. Per analizzare questo problema, la presente relazione utilizza studi di casi del settore automobilistico e di quello al dettaglio nonché dati della Quinta indagine europea sulle condizioni di lavoro e dell’Indagine del 2009 sulle imprese europee. Gli accordi sull’orario di lavoro come le varie forme di capitalizzazione delle ore di lavoro, gli orari variabili e i sistemi di turni si correlano positivamente all’incremento della produttività grazie a una miglior corrispondenza tra il numero di ore lavorate e la domanda di manodopera. La misurazione degli effetti è tuttavia ardua, e non tutte le forme di flessibilità dell’orario di lavoro producono tale effetto.

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