Salario minimo

27 Giugno 2022

Image of young female worker in a café

L’espressione «salario minimo» si riferisce a varie restrizioni normative relative alla tariffa più bassa riconoscibile dai datori di lavoro ai lavoratoRead more

L’espressione «salario minimo» si riferisce a varie restrizioni normative relative alla tariffa più bassa riconoscibile dai datori di lavoro ai lavoratori. I salari minimi legali sono disciplinati da leggi o statuti formali. I salari minimi collettivamente concordati sono stipulati nell’ambito di accordi collettivi tra sindacati e datori di lavoro.

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Aggiornamenti recenti

Minimum wages pilot project

Following a request from the European Parliament and decision from the European Commission, Eurofound is carrying out a...

How to ensure adequate minimum wages in an age of inflation

Minimum wages have risen significantly in 2022, as the EU Member States leave behind the cautious mood of the pandemic...

Contesto dell’UE

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Minimum wages infographic
Infografica

La maggior parte degli Stati membri dell’UE prevede un salario minimo legale nazionale, sebbene livello, meccanismo di adeguamento e copertura differiscano. Austria, Danimarca, Finlandia, Italia e Svezia hanno salari minimi fissati mediante accordi collettivi, mentre Cipro ha tariffe obbligatorie per le diverse professioni.

Nel novembre 2017 le istituzioni dell’Unione europea hanno proclamato congiuntamente il pilastro europeo dei diritti sociali, sancendo l’impegno dell’UE nell’assicurare salari equi ai lavoratori. Ciò comprende la garanzia di retribuzioni adeguate allo scopo di consentire ai lavoratori e alle loro famiglie di avere un livello di vita dignitoso, preservando la capacità dei lavoratori giovani e poco qualificati di trovare un’occupazione e rendendo al contempo il lavoro finanziariamente interessante.

La nuova Commissione europea, entrata in carica nel dicembre 2019, ha ribadito tale impegno, inserendo in agenda un’iniziativa di riforma per un salario minimo nell’UE. La visione della Commissione per un’Europa sociale forte predispone la strada a un piano d’azione per l’attuazione del pilastro dei diritti sociali. Il 28 ottobre 2020 la Commissione ha formulato una proposta di direttiva UE relativa a salari minimi adeguati, in seguito a due tornate di consultazioni con le parti sociali a febbraio e a giugno. Lo scopo è che entro il 2024 tutti i lavoratori nell’UE percepiscano una retribuzione equa e adeguata, indipendentemente dal luogo di residenza.

Il lavoro di Eurofound relativo ai salari minimi si collega con la priorità della Commissione per il 2019-2024 relativa a un’economia al servizio delle persone.

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Eurofound pubblica regolarmente aggiornamenti relativi alla retribuzione nell’UE, incluso uno studio annuale sull’evoluzione dei salari minimi in seno all’Unione europea (nonché in Norvegia e nel Regno Unito), rivedendo il modo in cui i governi nazionali e le parti sociali si impegnano nellaRead more

Eurofound pubblica regolarmente aggiornamenti relativi alla retribuzione nell’UE, incluso uno studio annuale sull’evoluzione dei salari minimi in seno all’Unione europea (nonché in Norvegia e nel Regno Unito), rivedendo il modo in cui i governi nazionali e le parti sociali si impegnano nella determinazione di nuove tariffe. Inoltre, esamina il concetto di salario di sussistenza, volto a garantire ai lavoratori e alle loro famiglie un tenore di vita e una partecipazione sociale dignitosi, in risposta all’inadeguatezza del reddito di molti nuclei familiari lavorativamente attivi, che dipende dalle tariffe di salario minimo legale esistenti.

Sviluppi nella retribuzione

La revisione annuale sui salari minimi per il 2021 riassume le modalità di determinazione dei salari minimi nel 2020, l’anno segnato dalla pandemia di COVID-19, analizzando i problemi affrontati dai responsabili politici nazionali e il modo in cui hanno reagito alle sfide poste dalle ripercussioni economiche e sociali della pandemia quando hanno preso decisioni relative al salario minimo. La relazione individua in quale misura si sia tenuto conto delle retribuzioni minime nelle misure di sostegno correlate alla COVID-19, discutendo i progressi compiuti in merito all’iniziativa dell’UE sui salari minimi ed effettuando una mappatura delle reazioni delle parti sociali a livello UE e dei responsabili politici nazionali.

In un precedente studio sulla contrattazione collettiva in Europa nel XXI secolo Eurofound ha esplorato le implicazioni di un ipotetico scenario che prevede un salario minimo coordinato a livello dell’UE pari al 60 % del salario mediano nazionale.

Impatto della COVID-19 sulle persone a basso reddito

La COVID-19 probabilmente influenzerà il dibattito in corso sul salario minimo, poiché molti lavoratori che offrono servizi essenziali durante la pandemia sono in fondo alla tabella retributiva, come i lavoratori nei settori del commercio al dettaglio, della filiera alimentare o dell’assistenza. Altri lavoratori a basso reddito, quali il personale nel settore alberghiero e alimentare o dei servizi per il tempo libero e di intrattenimento, sono stati colpiti per primi dalla disoccupazione. Con i tassi di disoccupazione in aumento, è importante capire come i salari minimi possono contribuire al mix di politiche che i governi e le parti sociali stanno attuando in questo periodo al fine di attenuare le conseguenze economiche e sociali. L’indagine online Vita, lavoro e COVID-19 di Eurofound mostra come quasi la metà delle famiglie faccia già fatica ad arrivare a fine mese. I salari minimi potrebbero svolgere un ruolo strategico nella stabilizzazione dei redditi.

Salario minimo vs. salario di sussistenza

La maggior parte dei paesi UE ha un salario minimo legale. Un concetto correlato ma ben distinto è quello del salario di sussistenza, ossia un salario inteso ad assicurare a chi lo percepisce un tenore di vita essenziale ma dignitoso (in alcuni casi anche per i familiari a carico). La tariffa del salario di sussistenza si basa su un calcolo dettagliato e regolarmente aggiornato circa i costi dei beni e servizi di base per tale tenore di vita ed è in parte inteso come riflesso dell’inadeguatezza dei salari minimi esistenti per questo scopo. Le campagne in favore del salario di sussistenza sono solitamente volontarie e si basano su coalizioni di gruppi di interesse, organizzazioni sindacali e datori di lavoro che collaborano. Tali campagne possono assumere il ruolo di patrocinio legale (Irlanda) così come di accreditamento (Regno Unito) laddove le organizzazioni sono formalmente accreditate come datori di lavoro del salario di sussistenza. In linea con le disposizioni riguardanti la retribuzione equa sancite nel pilastro europeo dei diritti sociali, la ricerca condotta da Eurofound mira a fornire ai responsabili delle politiche una guida pratica relativa al concetto di salario di sussistenza.

Progetto pilota sui cambiamenti del salario minimo

Dietro richiesta del Parlamento europeo e della Commissione, Eurofound realizzerà un progetto pilota sui cambiamenti del salario minimo nell’UE dal 2021 al 2023. Per ulteriori informazioni, consultare la sezione «Ongoing work» di seguito.

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Documenti principali elaborati nel corso degli anni

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Messaggi principali

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· Le donne sono sovrarappresentate tra i percettori di salario minimo in quasi tutti gli Stati membri, indipendentemente dalla definizione stabilita per i lavoratori a salario minimo.

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· Le donne sono sovrarappresentate tra i percettori di salario minimo in quasi tutti gli Stati membri, indipendentemente dalla definizione stabilita per i lavoratori a salario minimo.

· Nel 2017 un lavoratore su dieci nell’UE ha percepito una retribuzione vicina al salario minimo (+/- 10 %).

· Nel 2019 molti paesi dell’UE hanno discusso un ulteriore e sostanziale aumento dei salari minimi dopo il 2020, in parte rispetto a un obiettivo relativo, in parte in termini assoluti.

· I salari minimi legali sono divenuti più equi rispetto ai salari di altri lavoratori dall’inizio del millennio, confrontando i salari minimi legali con i salari mediani di tutti i lavoratori.

· Malgrado la tendenza all’aumento, i salari minimi nella maggior parte dei paesi restano inferiori al 60 % o addirittura al 50 % dei salari mediani. Questo vale in particolare per gli Stati membri dell’Europa centrale e orientale, che all’inizio del millennio erano partiti da livelli relativi molto bassi e continuano ad avere obiettivi di circa il 50 % o meno nelle loro normative sul salario minimo.

· Complessivamente, sette lavoratori su dieci che percepiscono il salario minimo riferiscono quantomeno una certa difficoltà nell’arrivare a fine mese, rispetto a meno di cinque su dieci degli altri lavoratori; queste cifre variano tuttavia notevolmente da un paese all’altro. Ad esempio, meno del 10 % dei lavoratori che ricevono il salario minimo riferiscono di trovarsi in una situazione da difficile a molto difficile in Danimarca, Finlandia, Germania e Svezia rispetto al 50-60 % in Bulgaria, Croazia e Cipro e all’80 % in Grecia.

· I governi in Europa reagiscono con misure di stabilizzazione del reddito per le persone colpite dalla crisi COVID-19. I salari minimi possono avere un ruolo nel mix delle politiche per stabilizzare i redditi e quindi contribuire a contrastare una spirale discendente in recessione o depressione.

· La banca dati EU PolicyWatch di Eurofound mostra inoltre che i governi hanno spesso fatto riferimento al salario minimo legale per determinare le soglie superiori o inferiori del livello relativo alle prestazioni di sostegno al reddito, come quelle per il lavoro a tempo parziale.

· La pandemia di COVID-19 ha colpito pesantemente, in particolare, i settori e le occupazioni che presentano quote maggiori di lavoratori a salario minimo: i lavoratori del settore agricolo (il 15 % dei lavoratori a salario minimo nel settore e circa il 20 % per alcuni lavori specifici in agricoltura), del commercio al dettaglio (13 %) o inservienti e aiutanti (25 %) figurano tra coloro che garantiscono la continuità della società in periodi di distanziamento sociale e lockdown.

· Altri settori e occupazioni che presentano quote maggiori di lavoratori a salario minimo sono tra quelli che hanno risentito immediatamente degli effetti delle misure sanitarie pubbliche nella fase iniziale della pandemia: in particolare nel settore alberghiero e dell’ospitalità (16 %), delle arti, dell’intrattenimento, delle attività ricreative, i collaboratori domestici (14 %) e i lavoratori nei servizi alle persone (16 %).

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Pubblicazioni e dati

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Nelle sezioni seguenti è possibile accedere a una serie di pubblicazioni, dati e lavori in corso su questo argomento. 

  • Pubblicazioni (153)
  • Dati
  • Lavori in corso (1)

Eurofound publications come in a variety of formats, including reports, policy briefs, blogs, articles and presentations. 

Lavori in corso

Research continues in this topic on a variety of themes, which are outlined below with links to forthcoming titles. 

Pilot project on minimum wages

Following a request from the European Parliament and decision from the European Commission, Eurofound will carry out a pilot project on the 'Role of the minimum wage in establishing the Universal Labour Guarantee' in the EU from 2021 to 2023. The purpose of this pilot project is to provide data and research evidence that will feed into the monitoring of the European Commission’s initiative on adequate minimum wages. The main objectives will be examined in three distinct modules:

  • Module 1: Enforcement of minimum wages and compliance – providing a measurement of compliance with minimum wage regulation and discussing the methodological and policy issues related to this measurement
  • Module 2: Database on minimum wage rates applicable to low-paid jobs – building a database on minimum wages in collective agreements
  • Module 3: Minimum tariffs in collective agreements – to verify the presence of minimum tariffs for self-employed in collective agreements