Dall'idea all'azione: misurare le condizioni regionali per la libertà di soggiorno
Pubblicato: 6 July 2026
Il Rapporto Letta ha posto la 'libertà di restare' al centro di una rinnovata visione per l'integrazione europea, sostenendo che, oltre alla libertà di movimento, l'UE deve anche garantire che le persone abbiano la reale opportunità di rimanere e prosperare nei luoghi che chiamano casa. Utilizzando un nuovo indice politico a sei dimensioni, la ricerca di Eurofound rivela che nessuna regione UE eccelle in tutte le condizioni che consentono questa libertà, evidenziando la necessità di un approccio su misura per ridurre le disparità regionali e sostenere la coesione territoriale.
Affinché il mercato unico dell'UE offra prosperità sia competitiva che inclusiva, le persone devono avere vere opportunità di restare e prosperare nei luoghi che chiamano casa, invece di dover spostarsi in cerca di lavoro o servizi essenziali. Questa idea, racchiusa dal concetto di 'libertà di restare', è al centro di 'Molto più di un mercato', il rapporto dell'ex primo ministro italiano Enrico Letta, commissionato dai leader dell'UE per esaminare il futuro del mercato unico. Sostiene che la mobilità dovrebbe essere una scelta piuttosto che una necessità.
Eurofound ha sviluppato un nuovo indice di Libertà di Soggiorno (FTS) che basa il concetto sui dati e fornisce ai responsabili politici uno strumento basato su evidenze per valutare le condizioni che permettono alle persone di rimanere nella propria regione d'origine. Utilizzando questo indice, il prossimo rapporto di Eurofound, Monitoraggio delle disparità geografiche: convergenza regionale, rivela che nessuna regione UE eccelle in tutte le condizioni che consentono questa libertà, evidenziando la necessità di un approccio su misura per ridurre le disparità regionali e sostenere la coesione territoriale.
I risultati rivelano marcate disparità territoriali nelle condizioni che permettono alle persone di rimanere nella propria regione d'origine. Queste disparità esistono non solo tra l'Europa settentrionale, occidentale, meridionale e orientale, ma anche all'interno di molti Stati membri, mentre nessuna regione si comporta con successo in tutte le dimensioni che determinano la libertà di soggiorno. I risultati evidenziano la necessità di politiche coordinate e basate sul luogo che riflettano le diverse sfide che affrontano le regioni europee.
Le informazioni sono rese possibili dal nuovo indice FTS di Eurofound, che mappa le regioni UE a livello NUTS 2 su sei dimensioni:
accesso ai servizi essenziali;
condizioni economiche e opportunità di lavoro;
qualità ambientale;
competenze e infrastrutture digitali;
l'accessibilità abitativa;
qualità istituzionale.
Le regioni sono punteggiate da 1 a 100: più alto è il punteggio, più la regione permette alla sua popolazione di restare. L'applicazione dell'indice nelle regioni UE mostra che la capacità di rimanere nella propria regione e di avere accesso a posti di lavoro e servizi di qualità senza dover spostarsi è caratterizzata da una significativa disuguaglianza geografica in tutta l'UE.
Disparità regionali
L'indice FTS evidenzia una chiara struttura gerarchica nell'UE: le regioni settentrionali (punteggio medio di 69,8 punti) sono in vantaggio, seguite da quelle occidentali (64,1 punti), meridionali (53,3 punti) ed est (51,4 punti). Il divario di 18,4 punti tra le regioni settentrionale e orientale segnala le grandi disparità in Europa nelle condizioni che permettono alle persone di condurre una vita appagante nella propria regione d'origine.
Le disparità all'interno di alcuni Stati membri sono anch'esse evidenti. Italia, Ungheria e Romania mostrano le più ampie dispersioni interne, di circa 20 punti, segnando esperienze vissute radicalmente diverse all'interno degli stessi confini nazionali. Ventuno regioni compaiono nel gruppo superiore in almeno quattro dimensioni. Queste regioni sono un insieme geograficamente ristretto e includono il Randstad (Paesi Bassi), le Fiandre (Belgio), Dublino (Irlanda), il Lussemburgo e la maggior parte delle regioni nordiche (Danimarca, Finlandia e Svezia). Nessuna singola regione si distingue come una delle migliori in tutte e sei le dimensioni, il che indica un complesso intreccio di condizioni che può determinare la libertà di restare e i modelli demografici di una regione.
Premio per capitale
Un chiaro premio per regione capitale è evidente nella maggior parte degli Stati membri, con le aree circostanti le capitali che ottengono punteggi più alti rispetto al resto dei rispettivi paesi. Questo schema è particolarmente marcato nell'Europa centrale e orientale, dove i divari tra le regioni che includono la capitale e la media nazionale sono particolarmente grandi. Sebbene questo modello centrato sul capitale sia ben documentato per quanto riguarda gli indicatori economici, la nostra ricerca rivela che persiste in molteplici dimensioni.
Modelli demografici
Quando esploriamo la relazione tra l'indice e i modelli demografici regionali, le regioni con punteggi FTS molto alti mostrano costantemente una crescita positiva della popolazione e hanno maggiori probabilità di sperimentare una crescita naturale o una crescita sostenuta dalla migrazione. Al confronto, le regioni con punteggi FTS bassi o molto bassi subiscono frequentemente un declino naturale della popolazione simultaneo e una migrazione netta negativa ('doppio declino'). Questi modelli suggeriscono che le risposte politiche debbano essere differenziate in base all'interazione tra l'indice e il modello demografico; ad esempio, le regioni con un punteggio FTS elevato e una popolazione in crescita devono investire per ampliare l'accesso ai servizi e soddisfare la domanda crescente. Le regioni con un punteggio FTS medio-alto e una popolazione in crescita, che in molti casi è sostenuta dalla migrazione netta nella regione, devono mantenere il punteggio FTS per mantenere la loro attrattività e contemporaneamente adottare politiche per l'inclusione sociale e l'integrazione. Le regioni che stanno vivendo un doppio declino sono i territori più deboli, richiedendo sia investimenti sociali che strutturali.
La migrazione netta tra le regioni dell'UE è associata a una combinazione di fattori regionali e nazionali. Ciò rafforza la visione che il cambiamento demografico sia un fenomeno multidimensionale, plasmato non solo dalle condizioni economiche ma anche da un insieme più ampio di caratteristiche territoriali che influenzano l'attrattività e la resilienza dei luoghi, identificati dal Rapporto Letta come accesso ai servizi e posti di lavoro di qualità. Il prossimo rapporto di Eurofound, che presenta integralmente i risultati dello studio, si concentra sull'accesso ai servizi e include studi di caso su educazione e sanità in particolare. I 10 casi di studio illustrano soluzioni che vengono implementate in regioni rurali o scarsamente popolate che affrontano un declino demografico. Essi spaziano tra iniziative locali e municipali e politiche nazionali attuate a livello locale, ciascuna esemplificando una soluzione che rafforza la libertà di soggiorno.
Gli studi di caso catturano sia la dimensione immediata che quella a lungo termine del soggiorno. Mostrano che la libertà di soggiorno richiede mix basati sul luogo di fornitura e innovazione: poiché le lacune di accessibilità sorgono in molti contesti (aree montane e di confine, periferie interne, aree rurali remote, ecc.), le soluzioni dovrebbero adattare l'erogazione dei servizi alle strutture regionali (tenendo conto dei tempi di viaggio, del potenziale demografico, dei profili demografici e così via) e combinare la fornitura locale con strumenti innovativi (digitale, cooperazione e iniziative transfrontaliere) per garantire l'accesso. Due esempi sono descritti di seguito.
Mediazione digitale: superare la distanza attraverso la tecnologia
Per mantenere la vivibilità regionale, l'assistenza sanitaria deve evolversi oltre la semplice vicinanza fisica. Il caso di studio della regione del Molise in Italia fornisce una prova di concetto per modelli di 'accesso mediato', in cui le farmacie locali possono funzionare come hub digitali per consulenze a distanza. Questo approccio affronta direttamente la dimensione di accesso dell'indice FTS disaccoppiando l'erogazione dei servizi dalla distanza geografica, offrendo una soluzione scalabile per le popolazioni rurali invecchiate.
Cooperazione istituzionale: superare la scala attraverso la cooperazione
L'offerta educativa – che copre l'assistenza precoce all'infanzia fino ai livelli secondari – agisce come fattore determinante fondamentale per la fidelizzazione della famiglia e per la resilienza demografica regionale. Quando la diminuzione delle popolazioni minaccia la soglia di sostenibilità delle istituzioni locali, un'iniziativa evidenziata nello studio di caso irlandese dimostra l'efficacia della scalabilità istituzionale collaborativa: unendo le forze attraverso la cooperazione inter-scuola, le istituzioni più piccole sono riuscite a unire risorse per garantire la fornitura di servizi (implementata in aree diverse secondo la necessità). Questo modello si allontana dalla competizione a somma zero per gli studenti e si concentra invece sulla sostenibilità del servizio collettivo, assicurando che l'istruzione rimanga disponibile e prevenendo la migrazione forzata verso l'esterno delle giovani famiglie.
Sebbene gli strumenti suggeriti in questi due casi di studio siano diversi (digitale vs organizzativo), la logica politica è la stessa: adattare l'erogazione dei servizi per adattarsi alla realtà demografica della regione. Questi risultati parlano direttamente dell'obiettivo di coesione territoriale sancito dai trattati UE, ovvero la riduzione delle disparità tra le regioni e la garanzia che nessun territorio rimanga strutturalmente svantaggiato. Man mano che proseguissero le discussioni sul prossimo quadro finanziario pluriannuale (MFF) e sulla futura progettazione degli strumenti di coesione, le evidenze regionali e basate sul territorio sono fondamentali. L'indice FTS, uno strumento unico per misurare la libertà di soggiorno e le sue dimensioni a livello regionale, offre il punto di partenza per una discussione sui tipi di soluzioni necessarie.
Nota sull'indice Freedom To Stay
Il concetto di libertà di soggiorno è attualizzato nell'indice FTS basato sulle dimensioni descritte nel Rapporto Letta. Eurofound ha popolato ciascuna di queste dimensioni con un totale di 40 indicatori, basati sulle informazioni raccolte da revisioni della letteratura e dal feedback degli esperti. Sebbene questo concetto dovrebbe idealmente essere studiato a livello NUTS 3, non tutti gli indicatori sono disponibili con un grado sufficiente di granularità. Pertanto, viene utilizzato il livello NUTS 2 considerato un buon compromesso per coprire il maggior numero possibile di aree nell'analisi e mantenere la comparabilità.
L'analisi demografica utilizza i dati demografici di Eurostat sulla migrazione netta e sulla crescita naturale. I casi di studio sull'accesso ai servizi contribuiscono alla letteratura esistente e sono stati deliberatamente selezionati per non sovrapporsi a casi di studio recenti forniti da altri enti di ricerca. Le precedenti ricerche di Eurofound sull'accesso ai servizi mostrano che l'accesso non è solo legato alla distanza geografica, ma può essere determinato dall'accessibilità economica, dai tempi di attesa, dall'accesso informato (se le persone non sono a conoscenza di un servizio, non richiederanno l'accesso), dallo stigma associato o dall'assunzione di non avere diritto. L'indice Freedom to Stay utilizza la distanza come principale proxy che consente la condizione di restare.
Immagine © HMay Chanikran/Adobe Stock
Eurofound raccomanda di citare questa pubblicazione nel seguente modo.
Eurofound (2026), Dall'idea all'azione: misurare le condizioni regionali per la libertà di soggiorno, articolo.
N. di riferimento
EF20053
