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NEET
NEET è un acronimo di 'not in employment, education or training', usato per riferirsi alla situazione di molti giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni in Europa. Lo scopo del concetto di NEET è ampliare la comprensione dello status vulnerabile dei giovani e monitorare meglio il loro accesso problematico al mercato del lavoro.
Eurofound fornisce approfondimenti su questo tema monitorando le tendenze dei NEET in tutta l'UE, analizzando le differenze di genere e monitorando gli effetti di crisi come la Grande Recessione e la pandemia di COVID-19. I suoi risultati supportano politiche come la Youth Guarantee e evidenziano la necessità di misure più mirate per giovani donne e madri.
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Young people in the Western Balkans
This report analyses data from Eurofound’s 2021 European Working Conditions Telephone Survey and its 2022 Living, working and COVID-19 e-survey, as well as data from official statistics, to examine employment trends, working conditions and the social situation of young people in the Western Balkans (Albania, Bosnia and Herzegovina, Kosovo, Montenegro, North Macedonia and Serbia). Employment trends are also presented for Türkiye. This report is part of Eurofound’s ongoing effort to support informed policymaking in EU accession countries through the Instrument for Pre-accession Assistance (IPA). It is the first output from a project financed by the Directorate-General for Neighbourhood and Enlargement Negotiations (DG NEAR) under the auspices of the IPA. Its aim is to provide knowledge that will support better-informed social, employment and work-related policies in the Western Balkans and Türkiye. It offers a comparative perspective between the countries and with the EU based on sound statistical analysis and expert consultation.
L'Europa ha deluso i suoi giovani?
In questo episodio di Eurofound Talks, Mary McCaughey parla con i ricercatori di Eurofound Eszter Sandor e Massimiliano Mascherini della situazione dei giovani in Europa, dagli impatti della crisi economica e della Grande Recessione alle conseguenze della pandemia di COVID-19 e alle tendenze di voto alle recenti elezioni del Parlamento europeo. Discutono di come, sebbene negli ultimi anni si siano registrate alcune tendenze positive nell'occupazione, vi siano problemi preoccupanti che i giovani in Europa devono affrontare e che devono essere superati, non solo per i giovani in questione, ma anche per una più ampia stabilità economica e sociale.Becoming adults: Young people in a post-pandemic world
During the pandemic, many young people had to change their plans for the future. While at the end of 2023 young people’s labour market situation was more favourable than it had been in recent years, many obstacles remained on their route to independence, such as the rising cost of living and inability to move out of the parental home. This report explores young people’s wishes and plans for the future – and the well-being outcomes related to these plans – in the context of the current labour market and housing situation and progress on the implementation of the EU’s reinforced Youth Guarantee.
Con l'attuazione della Youth Guarantee, il numero di NEET tra i 15 e i 29 anni è diminuito, passando da circa 14 milioni al culmine della crisi 2008–2013 a 9,3 milioni nel 2019 (12,6%), in aumento durante la pandemia di COVID-19 e scendendo nuovamente a 8,2 milioni nel 2023 (11,2%). Tuttavia, la ricerca di Eurofound stima che la perdita per le economie europee di benefici e di redditi e tasse rinunciate sia significativa (142 miliardi di euro all'anno nel 2015). Questo ha un impatto significativo sullo sviluppo economico e sociale dell'UE.
Con la situazione dei giovani aggravata anche dalla pandemia di COVID-19, Eurofound analizza l'impatto della crisi su questi dati, basandosi sulle sue precedenti ricerche sui giovani.
Ridurre la disoccupazione giovanile e mirare a coinvolgere efficacemente il maggior numero possibile di giovani europei nel mondo del lavoro è al centro dell'agenda politica dell'UE. La crisi economica del 2008–2013 ha portato ad alti livelli di disoccupazione giovanile e quindi a un disimpegno tra i giovani. Alla luce di ciò, ricercatori e funzionari governativi hanno cercato nuovi modi per monitorare e analizzare la prevalenza della vulnerabilità e del disimpegno nel mercato del lavoro tra i giovani.
Il concetto NEET è stato ampiamente utilizzato come indicatore per informare le politiche orientate ai giovani su occupabilità, istruzione, formazione e anche inclusione sociale negli Stati membri dell'UE dal 2010.
I NEET sono stati specificamente menzionati per la prima volta nelle discussioni politiche europee nell'iniziativa di punta Europa 2010 'Giovani in movimento'. La fascia d'età coperta dal termine era 15–24 anni ed è stata successivamente ampliata per includere coloro di età 15–29. Il concetto è ora centralmente integrato nel discorso politico a livello UE. Nel 2023, l'11,2% della popolazione tra 15 e 29 anni era composta da NEET, un minimo storico. Il tasso di NEET è salito durante la pandemia al 13,8% nel 2020, ma da allora è in costante calo.
Nell'aprile 2013 è stata adottata la proposta della Commissione Europea al Consiglio dell'Unione Europea per implementare una Garanzia Giovanile in tutti gli Stati membri. Ridurre il numero di NEET è un obiettivo politico esplicito della Garanzia Giovanile. Questa iniziativa mirava a garantire che tutti i giovani tra i 15 e i 24 anni ricevessero un'offerta di lavoro di buona qualità, formazione continua, apprendistato o tirocinio entro quattro mesi dalla disoccupazione o dalla fine dell'istruzione formale. L'implementazione della Garanzia Giovanile negli Stati membri, tramite l'Iniziativa per l'Occupazione Giovanile, ha contribuito a migliorare la situazione sul campo, riducendo il numero di NEET.
Nel dicembre 2016, la Commissione ha lanciato l'iniziativa 'Investire nella gioventù d'Europa', un rinnovato sforzo per sostenere i giovani. Dato l'impatto positivo della Youth Guarantee fino a quel momento, la Commissione ha aumentato i finanziamenti disponibili per l'Iniziativa per l'Occupazione Giovanile fino al 2020, incoraggiando un'attività di sensibilizzazione più efficace verso i giovani.
Una nuova Strategia UE per la Gioventù è stata adottata nel 2018 e stabilisce un quadro per la cooperazione con gli Stati Membri sulle loro politiche giovanili per il periodo 2019–2027. La strategia si concentra su tre aree d'azione fondamentali, incentrate sulle parole 'coinvolgere, connettere, responsabilizzare'. Nel frattempo, il COVID-19 ha avuto un grave impatto sugli apprendistati e sulla formazione. Per favorire la ripresa economica dalla pandemia, il 1° luglio 2020 la nuova Commissione ha lanciato un pacchetto di Supporto all'Occupazione Giovanile per fornire un 'ponte verso l'occupazione' per la prossima generazione. La Commissione ha presentato una proposta per una Raccomandazione del Consiglio su 'Un Ponte verso l'Occupazione – Rafforzare la Garanzia Giovanile', per sostituire la Raccomandazione del 2013. Essa estende la fascia d'età coperta dalla Garanzia Giovanile dai 24 ai 29 anni.
Il Piano d'Azione per i Diritti Sociali del Pilastro Europeo, proposto dalla Commissione Europea nel marzo 2021 e seguito da una dichiarazione al Vertice Sociale di Porto nel maggio 2021, ha introdotto nuovi obiettivi ambiziosi per i giovani, come la riduzione del tasso di NEET nell'UE al 9% entro il 2030.
Commissione Europea: La Garanzia Giovanile rafforzataopens in new tab
EUR-Lex: Comunicazione sull'investimento nella gioventù europeaopens in new tab
Commissione Europea: Strategia Giovanile dell'UEopens in new tab
Commissione Europea: Il Pilastro Europeo del Piano d'Azione per i Diritti Socialiopens in new tab
Questa è una selezione delle pubblicazioni più importanti su questo tema.
21 May 2024
Becoming adults: Young people in a post-pandemic world
During the pandemic, many young people had to change their plans for the future. While at the end of 2023 young people’s labour market situation was more favourable than it had been in recent years, many obstacles remained on their route to independence, such as the rising cost of living and inability to move out of the parental home. This report explores young people’s wishes and plans for the future – and the well-being outcomes related to these plans – in the context of the current labour market and housing situation and progress on the implementation of the EU’s reinforced Youth Guarantee.
9 November 2021
Impact of COVID-19 on young people in the EU
Following a long recovery from the economic crisis (2007–2013), young people in the EU proved to be more vulnerable to the effects of the restrictions put in place to slow the spread of the COVID-19 pandemic. Young people were more likely than older groups to experience job loss, financial insecurity and mental health problems. They reported reduced life satisfaction and mental well-being associated with the stay-at-home requirements and school closures. While governments responded quickly to the pandemic, most efforts to mitigate the effects of restrictions were temporary measures aimed at preventing job loss and keeping young people in education. This report explores the effects of the pandemic on young people, particularly in terms of their employment, well-being and trust in institutions, and assesses the various policy measures introduced to alleviate these effects.
9 May 2021
Living, working and COVID-19 (Update April 2021): Mental health and trust decline across EU as pandemic enters another year
The third round of Eurofound's e-survey, fielded in February and March 2021, sheds light on the social and economic situation of people across Europe following nearly a full year of living with COVID-19 restrictions. This report analyses the main findings and tracks ongoing developments and trends across the 27 EU Member States since the survey was first launched in April 2020. It pinpoints issues that have surfaced over the course of the pandemic, such as increased job insecurity due to the threat of job loss, decline in mental well-being levels, erosion of recent gains in gender equality, fall in trust levels vis-à-vis institutions, deterioration of work–life balance and growth of vaccine hesitancy. The results of the survey highlight the need for a holistic approach to support all the groups hit hard by the crisis in order to prevent them from falling further behind.
23 October 2020
Youth in a time of COVID
14 December 2017
Long-term unemployed youth: Characteristics and policy responses
While the youth labour market has improved considerably since 2014, one legacy of the recent economic crisis is the large cohort of long-term unemployed young people, which represents nearly one-third of jobless young people. This report provides an updated profile of the youth labour market in 2016 and describes trends over the past decade. It explores the determinants of long-term unemployment, at both sociodemographic and macroeconomic levels. It also provides evidence on the serious consequences for young people of spending a protracted time in unemployment, such as scarring effects on income and occupation and on several dimensions of young people’s well-being. The report concludes with a discussion of selected policy measures recently implemented by 10 Member States in order to prevent young people from becoming long-term unemployed or, if they are in such circumstances, to integrate them into the labour market or education.
4 July 2016
Exploring the diversity of NEETs
The concept of NEET (young people not in employment, education or training) has, since 2010, been widely used as a tool to inform youth-oriented policies in the 28 Member States of the European Union. While it has been a valuable addition to more traditional indicators used to understand the economic and social vulnerability of young people and their labour market participation, it has often been criticised because of the heterogeneity of the population it captures. This report explores the diversity of NEETs and suggests seven subgroups into which the NEET population can be disaggregated using data routinely collected for the EU Labour Force Survey. Through analysis of the data for each of these subgroups, it offers a contemporary overview of the composition of the NEET population, both at EU28 level and in each Member State. It is hoped this information will help policymakers more precisely target interventions intended to ease young people’s engagement with the world of work and training. A separate annex presents detailed information on the composition of NEETs in the 28 Member States.
I ricercatori di Eurofound forniscono approfondimenti esperti e possono essere contattati per domande o richieste dei media.
Eszter Sándor
Senior research managerEszter Sandor è senior research manager presso l'unità Politiche sociali di Eurofound. Ha esperienza nella metodologia delle indagini e nell'analisi statistica, ha lavorato alla preparazione e alla gestione dell'indagine europea sulla qualità della vita e, più recentemente, dell'indagine elettronica Living, working and COVID-19, ed è responsabile della qualità dei set di dati. Le sue aree di ricerca sono il benessere giovanile e la qualità della vita nelle famiglie e nelle famiglie, compreso il benessere soggettivo, l'equilibrio tra lavoro e vita privata e le condizioni di vita. In precedenza ha lavorato come consulente economico in Scozia, concentrandosi su valutazioni dell'impatto economico, valutazioni e analisi input-output. Ha conseguito un Master in Economia e Relazioni Internazionali presso l'Università Corvinus di Budapest.
Massimiliano Mascherini
Head of UnitMassimiliano Mascherini è responsabile dell'unità Politiche Sociali di Eurofound da ottobre 2019. È entrato in Eurofound nel 2009 come responsabile della ricerca, progettando e coordinando progetti su occupazione giovanile, NEET e uguaglianza di genere. Nel 2017 è diventato senior research manager e ha guidato nuove ricerche sul monitoraggio della convergenza nell'UE. Inoltre, ha guidato la concettualizzazione dell'Indagine Europea sulla Qualità della Vita 2026. Nel 2025 ha ricevuto il premio Brendan Walsh per il miglior articolo pubblicato su Economic and Social Review. In precedenza è stato responsabile scientifico presso il Centro Congiunto di Ricerca della Commissione Europea. Ha studiato all'Università di Firenze, dove si è specializzato in scienze attuariali e statistiche e ha conseguito un dottorato in Statistica Applicata. Nel 2014 ha ottenuto la qualifica scientifica di Professore Associato di Statistica Sociale e Demografia presso il Ministero dell'Università e della Ricerca italiano. È stato visiting fellow all'Università di Sydney e all'Università di Aalborg e professore ospite presso la Pontificia Accademia di Scienze Sociali.
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